Alle provocazioni di Sgarbi sulla Biblioteca europea hanno già efficacemente risposto Salvatore Carrubba e l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory. Ma quando leggo che un altro ex assessore, Phiippe Daverio, ritiene inutile e dannosa la Beic perché secondo lui a Milano ci sono già (o solo?) due milioni di volumi (sic) e perché essa costituirebbe il punto apicale del pressappochismo italiano», cascano davvero le braccia. Ha mai frequentato la Biblioteca del Centro Pompidou? O il Gasteig di Monaco? O le nuove biblioteche a scaffale aperto di San Francisco, Chicago, New York, l'Aia, Bordeaux, Seattle, Tokyo, per limitarci ad alcune? La città di Birmingham ha appena deciso di rifare la sua biblioteca civica a un costo paragonabile a quello della Beic. Il progetto è stato scelto da una giuria internazionale designata dal Comune di Milano, composta da alcuni dei maggiori architetti; tra gli altri, Rafael Moneo, Richard Burdett (oggi incaricato di seguire lExpo), Aurelio Galfetti, Roberto Cecchi, Giancarlo De Carlo, Cino Zucchi. E non è affatto vero che il progetto è invecchiato: il progetto esecutivo è stato consegnato nel 2008. Il progetto biblioteconomico e digitale è frutto di un capillare lavoro di anni ed è costantemente aggiornato. La Beic a questo punto può nascere in tre anni. Il rifacimento del teatro Dal Verme ne ha richiesti venti. L'Italia una biblioteca così non ce l'ha. Nulla a che vedere con le biblioteche storiche, universitarie e di conservazione, che hanno altre finalità e altre caratteristiche, complementari e proprio per ciò differenti: ad esempio quanto alla multimedialità e alle ricerche interdisciplinari. Lo sanno bene gli studenti, universitari e no. Lo sanno bene gli studiosi, che da anni vanno periodicamente all' estero per supplire a questa grande lacuna del nostro sistema bibliotecario. I costi: per la gestione, la Beic costerà un decimo di una piccola università; perl'investimento, unventesimo del Ponte di Messina, o l'equivalente di pochi chilometri di autostrada. Non celo possiamo permettere? Ovviamente è una questione di priorità. Ma se il fondo accantonato per le grandi opere nei prossimi anniè dell'ordine di molte decine di miliardi, perché una piccola frazione di questa cifra non può venire destinata a una grande opera di avanguardia come la Beic? Non dimentichiamoci che a Milano da oltre settant'anni non si costruisce - a parte il Piccolo Teatro ele Università - un nuovo grande edificio per la cultura. Presidente della Fondazione Beic
MILANO - Cari critici, l'Italia ha bisogno della Beic
Il presidente della Fondazione Beic, un ex assessore, risponde alle provocazioni di Sgarbi sulla Biblioteca europea. Secondo Daverio, la Beic è inutile e dannosa perché a Milano ci sono già molti volumi e perché costerebbe troppo. Tuttavia, il presidente della Fondazione Beic risponde che la Beic è un progetto importante e che non è vero che il progetto è invecchiato. Il progetto esecutivo è stato consegnato nel 2008 e il progetto biblioteconomico e digitale è costantemente aggiornato. La Beic può nascere in tre anni. Il presidente della Fondazione Beic sostiene che la Beic è necessaria per la cultura italiana e che i costi sono ragionevoli. Secondo lui, la Beic è un investimento importante per il futuro della cultura italiana.
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