Urbanistica Ingegneri e architetti a confronto. «Basta con l'altalena delle nomine». «Serve un referente unico sul territorio» Piano casa in approvazione e Soprintendenza depotenziata. Un binomio «potenzialmente pericoloso» per la situazione urbanistica veronese. Questo è il parere di Giovanni Montresor, consigliere dell'ordine nazionale degli Architetti, ieri al convegno sul organizzato dall'Udc a Verona proprio sul tema del piano casa. «Questo è uno strumento nato non per fini urbanistici - spiega Montresor - ma per fini economici, e in quanto tale non mi ha mai entusiasmato ». «In Veneto il provvedimento - aggiunge - non riguarderà i centri storici, ma i Comuni devono deliberare entro la fine di ottobre se eccepiscono o no il provvedimento approvato in Regione. Inoltre ci sono molti beni vincolati fuori dai centri storici (corti rurali o case liberty ad esempio) la cui tutela potrebbe risultare difficile perché l'articolo che li riguarda non è così esplicito». Qui entrano in gioco le Soprintendenze. E a Verona la mancanza di un Sovrintendente titolare ai Beni architettonici e al paesaggio (l'interim è stato affidato a Andrea Alberti in cogestione con altre province) potrebbe rendere ancora più difficile la situazione. «Si parte già da una situazione di conflittualità - sostiene Montresor - tra il codice dei Beni Culturali con il piano casa con cui si rischia di non tener conto del contesto. Non abbiamo certo bisogno dunque a Verona di un depotenziamento della Soprintendenza, con un unico soprintendente che si deve occupare di sei provincie com'è avvenuto con gli avvicendimenti di questi giorni. Importante poi, anche in vista del progetto di delegare alle Regioni il compito della tutela e da queste ai comuni, sarebbe istituire nei comuni degli uffici specificamente destinati alla tutela, con personale competente. In mancanza di questi uffici, che potrebbero alleggerire le soprintendenze una volta concordato un piano regionale di procedura, i tempi delle pratiche potrebbero dilatarsi e la tutela non essere sufficientemente garantita pensando tutto sulle regioni». Mentre Montresor «non si illude molto sulla capacità di tutela dei Comuni», il presidente dell'ordine degli ingegneri di Verona Mario Zocca è più ottimista sull'impatto del piano casa verso il patrimonio storico e paesistico, e critico verso la «rigidità delle Soprintendenze spesso distaccate dalla realtà sociale». Il suo parere sul piano casa è comunque in sostanza negativo. «Avrebbe dovuto essere concepito diversamente, partendo dalle necessità di adeguamento sulla sicurezza, come previsto dalle nuove norme in materia di costruzioni antisismiche, invece che dagli aumenti di volumi, che poi richiedono una verifica della tenuta ». Unanime la condanna verso la carenza di personale che rallenta le procedure e la «decapitazione» della sede veronese. «Ciò che suscita malcontento - aggiunge Arnaldo Toffali, presidente dell'ordine degli architetti di Verona- è la difficoltà di dialogo che i professionisti riscontrano con le soprintendenze e la mancanza di tempi certi. L'avvicendemento dei sovrintendenti e la carenza di personale sono le cause principali che vengono portate a giustificazione. Ho letto con piacere sul Corriere le dichiarazioni del Soprintendente regionale Ugo Soragni che ha promesso l'arrivo a Verona di almeno quattro nuovi funzionari. Auspichiamo anche che finisca l'altalenante nomina dei soprintendenti, in maniera tale da avere un referente unico sul territorio con cui dialogare in maniera stabile e costruttiva».