Forse Giorgio Napolitano nemmeno sa dove si trova Piazzatorre, paese di poco più di 400 anime, nel cuore della Valle Brembana. Ma al capo dello Stato ha deciso di rivolgersi, con tanto di ricorso, Legambiente di Bergamo per chiedergli di fermare un intervento edilizio che viene ritenuto invasivo e destinato a compromettere il territorio senza procurare reali benefici. Un giudizio opposto a quello dell'amministrazione comunale che, al contrario, su quel piano integrato di intervento (che prevede investimenti per 55 milioni di euro in dieci anni), approvato all'unanimità nel marzo scorso, ha basato un progetto di rilancio della località, in passato meta prediletta dagli amanti dello sci e degli sport invernali. La società «Alta quota» di Telgate punta tutto sulla neve e per questo prevede collegamenti dei comprensori di Torcola Vaga e Torcola Soliva, una nuova seggiovia quadriposto, nuove piste, impianti di innevamento artificiale. Accanto a questi, ci sono i veri nodi: la trasformazione in un albergo con centro benessere di una ex colonia estiva e l'abbattimento di un'altra per ricavarne un complesso edilizio. E un ultimo intervento è previsto nell'area Tagliata in cui oggi sorge un bosco di circa 40mila ettari. «La vicenda di Piazzatorre ha dell'incredibile ha commentato Paolo Locatelli di Legambiente Bergamo . In un paesino di 450 residenti dove già si contano a centinaia le seconde case vuote per gran parte dell'anno si concede la possibilità di costruire ancora». Più severa ancora l'analisi del presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine: «È evidente che questa folle corsa al cemento a Piazzatorre si contano 10 case per ogni famiglia residente non ha prodotto e non produrrà sviluppo locale, ma finirà con l'allontanare anche i turisti più affezionati». Il ricorso al presidente della Repubblica è solo l'ultimo atto di una battaglia che infuria da tempo. «Sinceramente me l'aspettavo spiega Federica Arioli, sindaco fino al giugno scorso, prima di passare la mano al cugino Michele . Anche se nessuno dei contestatori è mai venuto in municipio a parlare direttamente con gli ammini-stratori. Noi dobbiamo cercare di rilanciare il paese. È chiaro che gli imprenditori privati chiedono un ritorno per i loro investimenti. Siamo convinti di aver trovato il giusto equilibrio».