Sono ripresi gli scavi archeologici ad Ascoli Satriano e in particolare presso la villa di Faragola, risalente al III-IV secolo avanti Cristo, che negli anni scorsi si era contraddistinta per numerosi ritrovamenti di elevata importanza storica. L'università di Foggia, sotto la direzione tecnico-scientifica del professor Giuliano Volpe, che è anche rettore dell'ateneo dauno, nei prossimi giorni tornerà a scavare nella villa tardoantica che, secondo quanto farebbe pensare un'iscrizione scoperta alcuni anni fa, apparteneva a una ricca famiglia senatoria, quella dei Cornelii Scipiones Orfiti. Nel corso degli scavi degli scorsi anni gli archeologi hanno studiano una porzione della villa di circa 1200 metri quadrati e, soprattutto, la zona che corrisponderebbe alle terme e ad una grande sala da pranzo: due degli elementi, secondo quanto più volte spiegato dallo stesso professor Volpe, caratteristici proprio delle dimore aristocratiche dell'epoca. I nuovi scavi, invece, interesseranno un'area maggiore, di circa duemila metri quadrati, dove sono stati già individuati nuclei abitativi rurali risalenti all'epoca dauna e romana e che in passato è stata caratterizzata dal ritrovamento di statue di marmo che ora sono una delle attrattive maggiori del parco archeologico di Faragola, inaugurato lo scorso mese. Che Ascoli Satriano, l'antica Ausculum, sia uno dei siti archeologici più importanti d'Italia lo confermano anche gli scavi, iniziati proprio qualche giorno fa nella tomba di Giarnera Piccola risalente all'epoca dauna, da parte dell'università di Innsbruck con la missione archeologica guidata dalla professoressa Astrid Larcher. Studi e ricerche archeologiche che, nel corso degli ultimi dieci anni di scavi, hanno portato alla luce una tomba con un corredo di oltre centocinquanta reperti. Inoltre nel corso di questi scavi sono stati scoperti particolari selciati che hanno permesso di avere nuove e importanti nozioni sulle tecniche utilizzate dai Dauni per la costruzione delle strade.