La nomina Quello dell'ex soprintendente ai Beni archeologici di Napoli e Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, più che un commiato al mandato conclusosi il 31 agosto scorso, rappresenta un nuovo inizio. Dopo il saluto dei colleghi, che negli uffici della Soprintendenza lo hanno omaggiato di una pipa da collezione e con un solo giorno di differita, un nuovo incarico istituzionale investe infatti il noto archeologo. E arriva dalla Regione Campania. L'ambito di competenza, come annunciato dall'assessore regionale ai Beni Culturali, Oberdan Forlenza, sarà relativo alla valorizzazione dei siti archeologici della Campania. Ai 15 anni di reggenza della Soprintendenza archeologica speciale di Napoli e Pompei cui è appena subentrata la topografa Maria Rosaria Salvatore segue quindi un rapporto di collaborazione con la Regione, cui Guzzo offrirà il suo contributo tecnico e scientifico per le attività che riguardano le aree archeologiche, e in particolare per le politiche di sviluppo e la valorizzazione dei siti regionali. Ragione della scelta, la sua indiscussa conpetenza. «Le scoperte, le pubblicazioni e le mostre curate da Guzzo, hanno garantito prestigio internazionale non solo ai monumenti di cui ha avuto la responsabilità come soprintendente, ma anche a tutto il nostro territorio», spiega l'assessore Forlenza. E un ringraziamento ai 40 anni di onorata carriera arriva anche dal presidente Bassolino: «Dopo il contributo di questi anni per il nostro patrimonio archeologico, siamo lieti di avvalerci ancora della collaborazione del professor Guzzo». Quest'ultimo, fresco del riconoscimento dell'Accademia dei Lincei, commenta così la nuova nomina: «Sono onorato di questo incarico e garantisco il mio massimo impegno nel portarlo avanti». Si lascia quindi alle spalle il legame con la Soprintendenza, che definisce quasi «sentimentale», e afferma: «Si apre per me adesso un nuovo capitolo professionale, e dovrò entrare in un'ottica diversa. Se gli ambiti di competenza restano per lo più analoghi, sarà necessario un cambio di angolatura per occuparmi della gestione delle aree archeologiche privilegiando gli aspetti della valorizzazione e della fruizione». Un compito delicato, se si pensa che arriva dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri un'ulteriore ordinananza sugli interventi urgenti di protezione civile volti a fronteggiare la grave situazione di pericolo che ancora minaccia l'area archeologica di Pompei.