L'ufficio di tutela monumentale motiva l'opposizione al progetto che fu contrastato anche da un comitato popolare La bocciatura definitiva è arrivata dopo il primo stop e il dietrofront deciso dalla nuova Giunta Tessari La Soprintendenza ai monumenti di Verona ha bocciato la risistemazione di piazza Silvio Venturi progettata dalla vecchia amministrazione comunale: il parere negativo è arrivato un anno e mezzo dopo l'invio del progetto da parte del Comune. Da qui ripartirà il nuovo sindaco Carlo Tessari che annuncia un «ampio intervento di salvaguardia della piazza, senza stravolgimenti né spostamento di monumenti, e con l'abbattimento delle barriere architettoniche». Il progetto di risistemazione della piazza, che la precedente amministrazione guidata da Antonio Carletto aveva affidato allo studio Arteco di Verona, era al vaglio della Soprintendenza dal 15 aprile 2008. Il 19 agosto dello stesso anno la Soprintendenza aveva negato il via libera alle opere per carenza di analisi storica dello stato dei luoghi, definendo il progetto «tendente a sovrapporsi all'esistente». A settembre i progettisti, Luciano Cenna e Zeno Bolognani, inviarono una relazione, seguita poi da quella di Leonardo Benevolo, docente alla facoltà di architettura di Venezia. Le nuove argomentazioni non hanno fatto cambiare idea alla soprintendente Sabina Ferrari che, in una lettera al Comune inviata prima di essere trasferita da Verona ad altra sede, «sentito il parere del comitato tecnico-scientifico del ministero per i Beni e le attività culturali nella seduta del 26 gennaio 2009», torna a chiedere «una puntuale analisi dell'intorno» al fine di individuare le «trasformazioni passate che dovranno costituire punti saldi di riferimento nel percorso di studio d'un progetto unitario e compatibile con il contesto storico». Per quanto riguarda il monumento ai Caduti, che sarebbe stato spostato, ricade sotto la tutela riservata ai beni culturali con almeno 50 anni di vita; prima di spostarlo è «necessaria un'attenta verifica di fattibilità, contemplando eventuali alternative». «Questo pronunciamento», commenta Carlo Tessari, «è il successo del comitato che si oppose al progetto. Ora sistemeremo la piazza senza stravolgerla. Lo studio Arteco sta trasformando in progetto una proposta, sottoscritta anche dal comitato, che riduce le dimensioni della rampa per i disabili, la accorcia e salvaguarda completamente la scalinata del municipio, che pure verrà restaurata. Saranno restaurate le statue in bronzo del monumento, che verrà circondato da una ringhiera per evitare bivacchi, i marmi e le colonnette nella parte bassa della piazza. La nuova pavimentazione sarà in sanpietrini più grandi e più stabili e si prolungherà fino a lambire via Dante». E se dovesse passare un altro anno e mezzo? «E se per un parere positivo i tempi fossero ridottissimi?» ribatte sornione l'assessore Claudio Ramazzin. Sui tempi, comunque, non si sbilancia nessuno. «La prima cosa da fare», dice l'assessore, «è dare l'incarico per la relazione storico-architettonica su Palazzo vescovile, municipio e chiesa parrocchiale. Chiederemo aiuto anche agli storici locali Ennio Poli e Massimiliano Bertolazzi. Magari dopo il Carnevalon si potrebbe partire con i lavori che comprenderanno anche il completo rifacimento dei sottoservizi della piazza». Il nuovo progetto della piazza, con verde e parcheggi nella vicina piazzetta Martiri, «sarà orientato alla conservazione e valorizzazione dell'esistente», ribadisce Tessari, «e sarà frutto della collaborazione tra progettisti, Soprintendenza, comitato e popolazione», precisa il vicesindaco Roberto Costa. Dice Maristella Pontalto, coordinatrice del comitato: «Era evidente che la risposta sarebbe stato un bel no. Non ritengo che il Comitato abbia meriti specifici, ma una presa di posizione così forte e decisa ha indotto la Soprintendenza a cautela e rigore. È una vittoria della democrazia perché ora di tutte le cose si fa comunicazione precisa alla popolazione».