A febbraio la consegna. Incarico per la catalogazione dei reperti L'appuntamento è in agenda ad inizio 2010 quando, una volta completati i lavori, sarà definitivamente riaperto al pubblico il museo archeologico Bruno Antonucci. Lavori che sono ripartiti in questi giorni con la ditta incaricata che sta provvedendo all'esecuzione dell'ultima tranche di interventi (tinteggiature, sistemazione pavimenti e infissi) per il restauro e l'adeguamento impiantistico del piano terra dell'edificio storico di piazza Duomo. La conclusione delle opere è prevista per febbraio. «Nel frattempo - spiega l'assessore ai lavori pubblici Alfredo Benedetti - il dipartimento di Scienze Archeologiche dell'Università di Pisa ha avviato il progetto scientifico di allestimento del Museo con la ricognizione dei materiali archeologici già presenti nel deposito archeologico del Comune, la verifica e il completamento della catalogazione informatizzata dei reperti e la verifica della disponibilità di materiali presenti in depositi di altre istituzioni da inserire nel piano espositivo del Museo. Gli esperti dell'Università hanno inoltre definito l'articolazione del piano espositivo con l'individuazione degli spazi delle singole sezioni. A questo punto sta per partire la gara per l'individuazione di un esperto in allestimenti museali che dovrà collaborare con l'Università di Pisa e con la Soprintendenza ai Beni Archeologici per mettere in atto l'allestimento degli arredi necessari una volta che le opere edili saranno completate. Abbiamo migliaia di reperti - aggiunge Benedetti - che permetteranno al Museo di essere uno fra i più importanti della Toscana con reperti riferiti alle diverse culture succedutesi in una vasta area come l'intero comprensorio versiliese e databili in un ampio arco temporale che va dalla preistoria al medioevo». Una volta completato il piano i lavori interesseranno progressivamente la parte superiore dell'edificio. «Per quanto riguarda invece l'archivio storico - chiosano da palazzo - tra le intenzioni dell'amministrazione c'è quella di collocarlo a Palazzo Pretorio».