L'idea di Cosimi per impedire che sparisca la controparte Niente più di una raffineria è lontano dall'"eco-economia", eppure è proprio nel dibattito sulla "green economy" alla festa Pd (con il responsabile nazionale ambiente Ermete Realacci) che il sindaco Alessandro Cosimi mette in pista una ipotesi che sulla vendita dello stabilimento Eni di Stagno serva a uscire dal puro e semplice rinchiudersi a riccio sulla difensiva. In realtà, una cosa da difendere c'è: sono i posti di lavoro. Ma proprio per questo - ha tenuto a sottolineare Cosimi - rischiano di essere insufficienti le enunciazioni di principio di fronte a un colosso industriale nazionale che tratta a tu per tu con un fondo di private equity con quartier generale a Londra fra Marylebone e Oxford Street. Bisogna cioè evitare che Eni e governo se la svignino e si sottragganno al proprio ruolo di controparte in una discussione su cosa fare di quelle enormi aree (oltre un milione di metri quadri). E' ovvio che qui il sindaco di Livorno possa giocare la partita solo in termini di "moral suasion": dal punto di vista territoriale, non è Livorno bensì Collesalvetti ad avere in mano la matita per disegnare gli strumenti urbanistici. Non è un segreto però che le due amministrazioni hanno spesso lavorato in tandem per costruire di comune intesa occasioni di sviluppo. E allora, cosa chiedere all'Eni? L'argomentare di Cosimi è articolato e parte da quel che hanno detto per primi alcuni esponenti sindacali: piuttosto che il rischio di perdere tutto finendo in mano a fondi internazionali, - ha ribadito - meglio contrattare con Eni il ridimensionamento a deposito. Insomma: meglio Eni, anche a costo di pagare un prezzo pesante. Cosimi ha preso le mosse da questa posizione sindacale per dire che allora la trattativa con Eni si può aprire non solo limitando i danni ma guardando in avanti. Come? Mettendo sul tavolo i problemi in fila insieme alle opportunità: Eni è disposta a pagare la bonifica? c'è disponibilità ad aprire un capitolo sul fronte di imprese innovative nella ricerca e nella tecnologia? si può immaginare di utilizzare una porzione di aree come polo ecologico? Gli interogativi (e le subordinate) sarebbero molti altri ancora in questo scenario che Cosimi ha provato a delineare di fronte alla platea Pd. Ma sempre facendo ruotare il ragionamento attorno a un elemento-chiave: non aspettare che sia Eni a fare il proprio gioco nella trattativa (privata) di vendita ma provare a incalzarla, inchiodandola al ruolo di controparte.