Dodici assessori, cinque tecnici. Escluso lMpa Scoma vicesindaco confermati Bruscia Cannella e Bavetta Torna la Grisafi esce lUdc Enea cinque tecnici per i settori ritenuti «strategici» che verranno riuniti in un cabina di regia guidata dal sindaco. Un taglio delle poltrone che scendono da 16 a 12. E, soprattutto, la rottura con lMpa e con lex mentore Gianfranco Miccichè. Ieri mattina Diego Cammarata ha presentato a Villa Niscemi la nuova giunta formata da sette nomi in quota Pdl e cinque in quota Udc. Il primo cittadino ha chiuso le trattative la scorsa notte. In Forza Italia lunica espressione di una corrente politica è lingresso di Francesco Scoma, schifaniano, ex assessore regionale silurato da Lombardo, che è diventato vice-sindaco ma ha ottenuto, non senza malumori, solo deleghe leggere. Poi ci sono i due ex An Raoul Russo, confermato allultimo momento su pressione di Gianni Alemanno che conquista le Attività sociali, e Giampiero Cannella, che ieri non si è presentato al giuramento a Villa Niscemi («Da due giorni non riesco a rintracciarlo», ha detto il sindaco) perché pare fosse ancora in vacanza alle Eolie con il suo big sponsor Gasparri. Tutti gli altri sono "tecnici": cè Sebastiano Bavetta al Bilancio, lurbanista Maurizio Carta al Centro storico, lingegnere Sergio Rappa, nome a sorpresa, ai Lavori pubblici e il ritorno di Francesca Grisafi al Verde e alla Pubblica Istruzione. Fuori tutti gli uomini di partito: da Stefano Santoro ad Alessandro Anello, da Tinervia, uomo di Miccichè, a Nico Ferrante. «Ho raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero prefissato - dice Cammarata - ho portato la giunta a dodici e ho potenziato con i tecnici i settori sui quali voglio puntare. Lombardo e Miccichè? Ho aspettato che mi facessero dei nomi, adesso devo andare avanti. È il mio compito di sindaco». A chi gli ha profilato il rischio di una paralisi di Sala delle Lapidi, che non ha una maggioranza senza i cinque uomini di Miccichè, il sindaco ha replicato a muso duro: «Non posso gestire i malumori della corrente di Miccichè - dice - il Consiglio adesso deve darsi una mossa». Anche nelUdc, che ha perduto una sola poltrona, ci sono stati grossi cambiamenti: se arrivano le conferme per Felice Bruscia, Roberto Clemente, che ha ottenuto anche gli Interventi abitativi, e Aristide Tamajo, recuperato allultimo per non scontentare Cintola, ecco volti nuovi. Da Mario Parlavecchio, ex assessore regionale che entra come tecnico per Urbanistica e Traffico, e Giovanni Di Giovanni, ingegnere anche lui che si occuperà di Patrimonio ed Edilizia privata. Fuori Giovanni Di Trapani, ma anche Patrizio Lodato e Pippo Enea. Enea era in carica da otto anni. Per lui si prospetta la presidenza della Gesip al posto di Parlavecchio: ma prima della nomina passerà un mese. Così ieri Enea è tornato al Banco di Sicilia che non frequentava dal 1993. Per lui o per Di Trapani potrebbe aprirsi uno spiraglio qualora Parlavecchio, se Cintola optasse per il Senato, sbarcasse alla Regione. E per gli altri? Patrizio Lodato, che ha rinunciato al posto in Consiglio comunale per fare lassessore, adesso potrebbe essere piazzato come vice-presidente allAmat al posto di Vincenzo Cannatella che dovrebbe andare a dirigere lAmap al posto di Dario Allegra. Anello invece, uomo di Cascio, potrebbe entrare già oggi in giunta provinciale al posto di Giuseppe Di Maggio, uomo di Misuraca. Mentre potrebbe uscire a giorni, e liberare un posto, anche Eusebio DAlì, altro uomo di Miccichè.