Gongola, alla luce dei recenti trionfi dell'apertura notturna, il direttore dei Musei Vaticani, ex ministro per i Beni culturali ed ex soprintendente fiorentino, Antonio Paolucci. «La folla, composta prevalentemente da romani, testimonia come le aperture notturne dei musei rappresentino un ottimo incentivo culturale e, soprattutto, anti degrado. Riportare le persone nei luoghi d'arte, in centro: quale modo migliore per farle riappropriare delle loro città?». L'iniziativa è piaciuta? «In seimila si sono prenotati sul sito del Vaticano; dopo appena 40 minuti dall'apertura serale 2.600 visitatori avevano varcato la soglia d'ingresso... L'iniziativa sarà ripetuta con quattro serate a settembre, quattro a ottobre e poi entrerà a regime. Sì, la risposta è stata entusiasta. Ma non è un debutto' per quanto riguarda la mia carriera». Si riferisce alle aperture notturne organizzate quando era al timone del Polo museole fiorentino? «Esattamente, correvano gli anni 90; f un successo, un fiore all'occhiello per Firenze e per il Paese. Consiglio caldamente al neo direttore generale della valorizzazione dei Beni culturali, Mario Resca, di proseguire nella sua idea delle aperture notturne dei musei statali. A un patto...». Quale, professore? «Occorre trovare un accordo con le concessionarie che gestiscono i servizi e con i sindacati. Ma, soprattutto, ci vogliono i finanziamenti».