«Una notte al Museo, almeno una volta al mese. Per iniziare...». Mario Resca (foto Ansa) , direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero, è convinto che la fase della sperimentazione sia finita e l'apertura serale dei musei sia ormai matura. Quindi, è ufficiale.., musei statali aperti anche dopo il tramonto? «Giusto il tempo di organizzarci, per quanto riguarda l'iniziativa Una notte nei musei', destinata a diventare al pi presto un appuntamento fisso». Dopodiché? «Dopodiché ci saranno da prendere accordi con i sindacati e con le concessionarie dei servizi aggiuntivi per estendere l'orario di apertura nelle ore serali: per tanti turisti, ma soprattutto per chi vive nelle città d'arte, sono quelle pi comode». Che cosa l'ha spinta a prendere questa decisione? «Un esempio: questa è stata un'estate da record per i musei di Roma. La scelta di aprire a Ferragosto monumenti, musei e siti archeologici statali, ha permesso a cittadini e turisti di godere anche in questa giornata dei tesori artistici del nostro Paese. E stato un successo enorme, come le due aperture straordinarie della Pinacoteca di Brera, il 5 maggio e il 15 agosto». Già, ma si trattava di occasioni a ingresso gratuito... «E il segnale che va colto, e poi la gente che viene al museo di sera è pronta a pagare. La prova? Le serate strapiene' dei Musei Vaticani volute dal direttore, Antonio Paolucci. Lì il biglietto d'ingresso c'era, eppure i visitatori hanno aderito in modo eclatante: ma l'ex ministro non è alle prese con i limiti sindacali che noi abbiamo e che lui conosce bene». Come pensa di superarli? «Occorre un accordo, negoziare le turnazioni: è inutile tenere alcune realtà semi vuote aperte, senza far rendere quelle che potrebbero far entrare fondi nelle casse del ministero e delle soprintendenze. venendo inoltre incontro alle esigenze della gente, che tende a spostare i propri svaghi nelle ore serali, causa impegni di lavoro. Questo presuppone un criterio di flessibilità che è un tab per i dipendenti dello Stato». La sua è una mentalità imprenditoriale... «Già, l'impresa sa che se non si trova un accordo con il sindacato, l'impresa chiude e i dipendenti perdono il posto di lavoro. Non resta allora che trovare una soluzione diversa». Esistono isole felici? «Oggi alcune delle nostre istituzioni, vedi l'esempio di Firenze, consentono ai visitatori di potersi godere i luoghi della cultura in tarda serata: questo merita il massimo incoraggiamento, e spero possa essere una decisione che in prossime occasioni conosca una maggiore adesione dei musei». Come pensa di fare? «Le soprintendenze dovranno trovare accordi soddisfacenti con i sindacati, coinvolgendo i servizi aggiuntivi. Per quanto riguarda noi, abbiamo una fitta tabella di marcia». L'impegno al primo posto? «Ridare un senso d'orgoglio e nuova energia a dipendenti e direttori dei musei, che in tanti casi paiono demotivati. A un maggior numero di musei aperti, deve corrispondere un'offerta crescente e sempre pi articolata: questo è uno degli obiettivi che perseguir alla guida della direzione generale».
Intervista a Mario Resca. Il giorno è piccolo per noi. Notturno al Museo
Il direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero Mario Resca ha annunciato che i musei statali saranno aperti anche dopo il tramonto. Questa decisione è stata presa dopo un'estate da record per i musei di Roma, con oltre 10 milioni di visitatori. La scelta di aprire i musei a Ferragosto e in altre occasioni straordinarie ha permesso di godere dei tesori artistici del Paese anche in giornate calde. La prova è stata la serata strapiena dei Musei Vaticani, nonostante il biglietto d'ingresso fosse gratuito. Tuttavia, Resca riconosce che ci sono limiti sindacali che devono essere superati per estendere l'orario di apertura.
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