BENI ARCHITETTONICI. Cambio della guardia a palazzo Dogana, il nuovo responsabile di Verona è un architetto e docente di 52 anni che dovrà gestire sei province «Tosi e i "quattro sassi?"L'importante non sono io o il primo cittadino ma le questioni da esaminare con rispetto dei ruoli e senza chiusure» Oggi cambio della guardia a palazzo Dogana, sede di stradone San Fermo della Soprintendenza ai beni architettonici di Verona (con competenza anche su Rovigo e Vicenza). Se ne va infatti il Soprintendente Sabina Ferrari e al suo posto arriva Andrea Alberti. In realtà si tratta di uno scambio di ruoli, infatti Alberti, che solo qualche giorno fa si è insediato all'ufficio di Brescia (che controlla anche le province di Mantova e Cremona) è stato responsabile di beni architettonici del «comparto» Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini, settore che ora sarà occupato dalla stessa Ferrari. Oggi a palazzo Dogana ci sarà quindi il passaggio di consegne e si insedierà ufficialmente il nuovo Soprintendente di Verona, il quarto in quattro anni, che gestirà quindi al contempo sei province. Andrea Alberti, 52 anni, ferrarese, laureato in architettura a Firenze ha svolto la libera professione ed è impegnato anche nell'insegnamento, infatti è docente di Restauro. Conferma quelle che fino a ieri erano solo voci di un reale avvicendamento a palazzo Dogana. «Oggi ci sarà il passaggio di consegne, io vengo a Verona e l'architetto Ferrari prenderà quello che era il mio posto in Emilia». annuncia. [FIRMA]Soprintendente, non si è ancora insediato eppure ci sono già delle polemiche per il suo doppio incarico, tra Verona e Brescia, che in realtà la porterà a dover gestire ben sei province. È sicuramente un compito gravoso e anche l'architetto Ferrara quando si è trovato a gestire contemporaneamente anche Bologna ha dovuto fare un grande sforzo, ritengo però che la forza delle Soprintendenze siano gli uffici sui quali ricade il lavoro più grosso, ma viene da sé che dividersi in più ambiti aumenta l'impegno. Lo stesso Soprintendente regionale Ugo Soragni ha ammesso che Verona, per la vastità del suo patrimonio architettonico, meriterebbe un incaricato che vi si dedichi completamente... Certo, se c'è una sede specifica per Verona, significa che è sicuramente meglio che vi sia un unico referente, ovviamente lo stato contingente, con la mancanza di copertura di tutti gli incarichi, impone un sacrificio che mi auguro sia temporaneo. E in ogni caso, sono sei province, ma non sono sei disgrazie, sono una più bella dell'altra. Ha già pensato come organizzerà la sua presenza, dividendosi tra Verona e Brescia? Credo che valuterò a seconda delle esigenze e comunque in entrambi gli uffici ci sono professionisti che stimo molto e quindi si deciderà strada facendo. È consapevole del fatto di arrivare in una città dove il primocittadino ha più volte espresso la sua posizione nei confronti dei ritardi delle Soprintendenze e, in particolare, è diventato celebre nell'ambiente per aver detto di ritenere sbagliato che «quattro sassi» frenino «opere necessarie per la cittadinanza», riferendosi al parcheggio di piazza Viviani? Preferisco non entrare nel particolare per il momento, ma sono disponibile al confronto, ciascuno poi credo porterà avanti le proprie istanze con scelte comunicative pacate o brillanti. Ovviamente io rappresento una istituzione centenaria di cui sono orgoglioso e al quale attribuisco grandi meriti e il nostro compito è quello di guardare più al passato che al presente. Non siamo per lo sviluppo a tutti costi, ma non siamo contro il progresso e poi l'importante non sono io o il sindaco, ma le questioni da esaminare con disciplinata consapevolezza dei propri ruoli, senza chiusure. Almeno, io non ne avrò. Anche l'Ordine degli architetti ha lamentato ritardi nelle risposte da parte della Soprintendenza, sempre giustificate dalla carenza di organico... Io purtroppo non posso assumere, ma lo farei volentieri. Questa però è una segnalazione da mandare ad altri organi. Poi però c'è da dire che ciascuno deve fare la sua parte, se un progetto è fatto bene, le pratiche sono più veloci. La scarsità di personale è un nostro problema, ma spero che con la collaborazione di tutti si potrà lavorare bene, coordinarsi invece di operare a compartimenti stagni è sempre più produttivo. Sono tante le questioni aperte a Verona che riguarderanno il suo ufficio... «Io credo che la Soprintendenza migliore sia quella di cui nessuno si accorge. Se c'è condivisione e restauri fatti bene, nessuno sa nulla dei nostri uffici e non è mio obiettivo rendere la Soprintendenza oggetto di cronaca.