"Inventariare per conoscere e tutelare». Così il patriarcato di Venezia promuove l'inventario dei suoi beni artistici. Per lanciare il progetto oggi a Venezia si tiene un convegno organizzato dall'Ufficio diocesano per i beni artistici, mentre domani è prevista una giornata di "chiese aperte". L'iniziativa rientra nell'ambito della Settimana per i beni culturali. L'incontro si apre stamattina alle 10, presso la Sala San Teodoro di Venezia con la presentazione del Progetto dell'inventario diocesano e con la consegna da parte del patriarca Angelo Scola del primo inventario di una chiesa veneziana. Sono previsti anche gli interventi del direttore dell'Ufficio nazionale Cei per i beni culturali ecclesiastici, monsignor Giancarlo Santi, e del soprintendente del Veneto, architetto Stefano Filippi. Di grande significato anche l'iniziativa di domani che prevede l'accoglienza con ingresso libero in molte chiese della città assieme a dei volontari che sensibilizzeranno i visitatori sul compito primario dell'inventariazione: «Conoscere per tutelare». L'inventariazione dei beni culturali ecclesiastici viene promossa e sostenuta dalla Cei. Il progetto prevede che in ogni diocesi si realizzi la schedatura informatizzata di tutti gli oggetti d'arte di proprietà degli enti ecclesiastici, al fine di conoscere meglio tutte le o-pere (dipinti, oggetti di oreficeria, sculture, suppellettili, vesti sacre, ecc.). Oggi in Italia solo la piccola diocesi siciliana di Nicosia ha terminato l'inventario. Venezia conta di poterlo concludere entro il 2005. Vengono schedati tutti gli oggetti d'arte mobili delle parrocchie e degli enti diocesani. Venezia ha 128 parrocchie ma il numero delle chiese è assai superiore, visto che solo in città vi sono quasi 100 chiese a fronte di 39 parrocchie. L'inventario è già stato completato per le parrocchie del sestiere di San Marco e di Cannaregio oltre ad alcune chiese dichiarate a rischio.