Allalba blitz della polizia nel padiglione occupato da 500 senza casa. Frati: "In quei locali un polo oncologico" Cinquecento persone sgomberate allalba. Su richiesta del rettore della Sapienza, Luigi Frati, e per ordine della prefettura, blitz delle forze dellordine nellex ospedale Regina Elena, dove dal 2007, 250 famiglie di immigrati, con i movimenti di lotta per la casa, avevano occupato il padiglione in disuso. Intanto la Sovrintendenza pone i vincoli sugli immobili dellUmberto I e il Demanio blocca i lavori del Piano di ristrutturazione per il "Nuovo Policlinico". Anche il Demanio si oppone al Piano di ristrutturazione. Montaguti: conciliare lesigenza di tutela con lorganizzazione ospedaliera E sul Policlinico lo stop della Sovrintendenza "Demolizioni? I padiglioni non si toccano" In una lettera del 28 luglio, la mappa dei vincoli dopo i primi finanziamenti per il via ai cantieri IL "Nuovo Policlinico" rischia di morire nel grembo di un progetto da 800 milioni di euro. Lambizioso (e contestato) Piano di ristrutturazione dellUmberto I (con labbattimento di 6 padiglioni centrali per far posto a di 2 edifici di 6 piani con 350 posti letto e 24 sale operatorie), è stato bocciato dalla Sovrintendenza per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio. In una lettera del 28 luglio scorso alla direzione dellospedale, si comunica che sono stati posti i vincoli sugli immobili e si allega una mappa dei padiglioni sotto tutela. Già il 26 febbraio, il Demanio, proprietario del complesso, aveva negato le autorizzazioni per le opere del "masterplan". In una missiva, che sa di diffida, prescrive: «Né luniversità, concessionaria degli immobili, né il policlinico, utilizzatore degli stessi per lassistenza, sono autorizzati a eseguire lavori che modifichino la consistenza patrimoniale, senza autorizzazione». Poi la minaccia: «La mancata autorizzazione» è «condizione sufficiente per la risoluzione della concessione». Cavalli di Frisia davanti allidea di «adeguare lospedale universitario a unorganizzazione moderna dellofferta sanitaria», come ripete, dallinizio del suo mandato, il direttore dellUmberto I, Ubaldo Montaguti. Che con i vertici della Regione e lallora sindaco, Walter Veltroni, ha voluto quel Piano già alla fine del 2005. Unimpresa giudicata inutile da molti, di destra (Gianni Alemanno) e di sinistra (Ignazio Marino). «Sovrintendenza e Demanio fanno il loro lavoro», dice ora Montaguti, «noi facciamo il nostro, cercando di migliorare gli standard assistenziali. Vedremo come conciliare questa esigenza con quella della tutela degli immobili, magari chiamando a raccolta i soggetti interessati, Demanio, Sovrintendenza, Regione, Comune, Università». In marzo, per la «rinascita del policlinico», la Regione aveva stanziato 12 milioni, ultima tranche del primo grande blocco di finanziamenti - 160 milioni - per le lavvio delle opere del Piano (che di milioni ne richiede 800). «Entro il 2010», aveva annunciato il vicepresidente Esterino Montino, «saranno aperti i cantieri». Ora che ne sarà del Piano? Si sarebbero dovuti abbattere i padiglioni alle spalle del Pronto soccorso per realizzare un edificio con 24 sale operatorie, la Radiodiagnostica, la Terapia intensiva e un altro per 350 degenze. Nei 15 ettari dellUmberto I sarebbero dovuti nascere un campus, unarea commerciale, un albergo, un parcheggio multipiano e un tapis roulant avrebbe dovuto legare lospedale alla stazione metro "Regina Elena".