Philippe Daverio, l'interpol ha appena messo online il primo database gratuito delle opere d'arte rubate. Cosa ne pensa? «Credo sia una buona idea. Servirà come deterrente soprattutto per i commercianti d'arte. Secondo la legge, dopo due passaggi di proprietà il terzo acquirente è considerato in buona fede, e a quel punto non si può far più nulla. Un elenco pubblico delle opere rubate rende la vita più difficile a tutti, ladri e commercianti. Almeno per quanto riguarda le opere firmate d'arte moderna». Solo in Italia, nel 2008, sono stati registrati quasi 16 mila oggetti d'arte rubati. Il database dell'interpol ne comprende 34 mila in tutto il mondo. Pensa sia sufficiente di per sé ad arginare i furti d'arte? «Be', è solo l'inizio. E poi tra le 16 mila opere rubate in Italia c'è molta paccottiglia. C'è la tela preziosa ma anche il cucchiaio d'argento della nonna. Anzi, è più facile che ci sia il ritratto del trisavolo piuttosto che il quadro importante». Secondo l'interpol tra i Paesi più bersagliati dai trafugatori ci sarebbero Francia, Russia, Germania e Italia. Solo questione di un patrimonio d'arte più importante? «Diciamo che nei Paesi anglosassoni rubare è più difficile che da noi. La polizia funziona meglio, e se ti beccano non scherzano. C'è anche da considerare che negli Stati Uniti le collezioni d'arte sono più recenti, e chi le ha è in grado di proteggerle meglio dai furti».