A metà settembre si vota il nuovo presidente nazionale di Italia Nostra e l'attuale responsabile, il modenese Giovanni Losavio - di mestiere presidente di sezione della Corte di Cassazione, oggi in pensione - non proseguirà nel mandato giunto a scadenza dopo due anni di presidenza e una lunga militanza nell'associazione. Questo perché per regolamento interno dopo tre mandati di tre anni ciascuno, i 24 membri del consiglio direttivo, che poi esprime il presidente, devono lasciare. L'associazione, fondata negli anni Cinquanta da intellettuali e scrittori come Giorgio Bassani e Antonio Cederna, ha infatti organizzato le primarie - i soci in sostanza votano il loro gradimento, proprio come di recente iniziano a fare anche i partiti politici - da cui sono usciti ai primi posti nomi politicamente molto forti. Potrebbero esserci, tra le motivazioni di questo risultato, anche la necessità di combattere con forza un governo che, a detta anche di altri protagonisti dell'associazionismo di tutela come il Fai, non avrebbe nella giusta considerazione le belle arti. Il ministro Sandro Bondi, anche coordinatore del Pdl, ha invece sempre smentito dicendo di avere molto a cuore le sorti del patrimonio culturale italiano. Il maggior numero di voti per la poltrona più importante di Italia l'ha preso Salvatore Settis, 1470 preferenze per il direttore della scuola Normale di Pisa ed editorialista di Repubblica, fino a pochi mesi fa presidente del Consiglio superiore per i beni culturali del ministero. Per molti osservatori del Pdl questo nome è politicamente molto targato perché prima di dimettersi sono state tante le polemiche e i distinguo che Settis ha intrapreso con il suo ministro Bondi. Oltre mille voti li ha presi anche lo storico Nicola Caracciolo, documentarista della Rai e fratello dello scomparso presidente dell'editoriale l'Espresso Carlo Caracciolo. Di poco sotto i mille (917) i voti raggranellati invece da Carlo Ripa di Meana, personaggio di lungo corso che ha svolto direttamente attività politica tanto da essere stato segretario dei verdi e prima ancora esponete del Psi vicino a Bettino Craxi. Tra le personalità maggiormente votate c'è anche l'ex soprintendente regionale Elio Garzillo, un nome che l'amministrazione comunale di Modena ricorda bene per le furibonde battaglie - e i tanti no - che il dirigente statale intraprese contro il restauro di piazza Matteotti affidato a Leon Krier, che voleva costruirvi degli edifici neoantichi, e contro la costruzione affidata a Frank O. Gehry di due alte torri vicino piazza Sant'Agostino. «Sono in carica fino al 20 settembre - ricorda Losavio - perché sono stati rinnovati quasi i due terzi dei membri del consiglio direttivo e quindi anch'io non sono più eleggibile. Di questi anni voglio ricordare la campagna di difesa del martoriato paesaggio italiano, le forti iniziative di contrasto al piano casa voluto dal governo Berlusconi e l'attenzione all'applicazione del Codice dei beni culturali. Siamo anche soddisfatti di avere iniziato a pubblicare una pagina con le attività dell'associazione sul Giornale dell'Arte di Umberto Allemandi».
Italia Nostra, Losavio lascia
A metà settembre si voterà il nuovo presidente nazionale di Italia Nostra. L'attuale presidente, Giovanni Losavio, non si candida per la reelezione dopo due anni di presidenza. Secondo il regolamento interno, i 24 membri del consiglio direttivo devono lasciare il loro incarico dopo tre mandati di tre anni ciascuno. L'associazione, fondata negli anni Cinquanta, ha organizzato le primarie per scegliere il nuovo presidente. I nomi più votati sono Salvatore Settis, Nicola Caracciolo e Carlo Ripa di Meana. Settis, storico e editorialista, ha ricevuto 1470 voti. Nicola Caracciolo ha ricevuto 917 voti. Carlo Ripa di Meana ha ricevuto 917 voti.
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