Da domani Pier Giovanni Guzzo lascia il posto di soprintendente a Napoli e Pompei. Dopo 40 anni di attività, di cui 15 a dirigere l'area archeologica, va in pensione. Nonostante un anno di commissariamento, la situazione a Pompei è ancora molto critica. «L'ultima ordinanza afferma Guzzo è esplicita: si parla di permanere della situazione di grave pericolo ». Come mai? Bisogna chiederlo all'ex commissario Profili. Perché nel 2008 è scattata l'emergenza? Non saprei. Nell'ordinanza quell'emergenza on è stata ben definita. La situazione non mi sembrava peggiore di quella consueta. Posso anzi osservare che nel la zona messa in sicurezza rappresentava il 14 dell'intera arca archeologica, che ha un'estensione di mezzo milione di metri quadrati, e nel 2008 oltre il 30 per cento. Questo non significa che sia tutta visitabile, perché manca il personale. E il degrado esterno agli scavi? Le bancarelle, le case abusive le prostitute... Io sono responsabile di ciò che accade nell'area degli scavi. Faccio l'archeologo, non il sindaco, il prefetto o il maresciallo dei carabinieri. Ma anche il resto non si pu ignorare. Abbiamo tonnellate di denunce contro le costruzioni abusive, tutte rimaste senza esito. Così come abbiamo inoltrato infinite richieste di collaborazione al comune di Pompei per concordare insieme le regole del commercio ambulante nelle zone circostanti gli scavi. Anche queste tutte rimaste inevase. Io ho poteri ordinari: oltre a denunciare, non posso fare molto di più. Non posso certo andare il con la ruspa. Come legge la nuova ordinanza? Mi sembra chiara: il commissario scavalca pienamente il soprintendente, dato che nella commissione d'indirizzo quest'ultimo partecipa, ma senza diritto di voto. Non ha avuto un rapporto facile con i city manager e i commissari. Quella dei litigi coni city manager è una leggenda metropolitana. Anche con Profili, che è un gentiluomo, i rapportì erano ottimi. Certo, quando elaborava i suoi programmi e me li vedevo apparire in commissione ministeriale, non potevo non dire la mia. Quali sono le priorità di intervento su Pompei? Intanto mettersi d'accordo sull'emergenza. Cioè? Non la definirei un'emergenza, ma la fragilità di un organismo antico che è alla luce da due secoli e mezzo e che fino al 1998 ha potuto disporre solo di qualche miliardo di lire. Lo stato di conservazione era pessimo: la vegetazione infestante aveva invaso tutto. Ora la situazione è sotto controllo. Si tratta di continuare a mettere in sicurezza e conservare la città antica. Nel 2008 c'è stato un calo dei visitatori, come mai? Hanno influito l'emergenza rifiuti e la crisi economica. E quest'anno come andrà? Purtroppo, non sarà un successo.