Così come la vita della città antica, quasi fosse un'istantanea, si è fermata al momento dell'eruzione di cui lunedì scorso è stato ricordato l'anniversario lo scenario della nuova Pompei, che fa da cornice alla vasta area degli scavi archeologici, è altrettanto fissa, immobile. Da decenni poco o nulla è cambiato: edifici abusivi a ridosso del sito, commercio ambulante asfissiante e mal regolamentato, gran parte dei reperti ancora da scavare. A niente sono serviti gli interventi straordinari: dal 97 si sono succeduti tre city manager (o, come li chiamava la legge 352, direttori amministrativi) che potevano contare sull'autonomia finanziaria di Pompei. Finita quell'epoca con l'accorpamento, nel 2007, delle soprintendenze per i beni aicheologic di Pompei e di Napoli è iniziata quella dei commissari. A luglio 2008, infatti, ci si è resi conto che la situazione dell'area di «grave criticità» e ha bisognc di misure straordinarie. Dopo l'ex prefetto di Napoli, Renato Profili, rimasto in carica fino a febbraio scorso, è arrivato Marcello Fiori, responsabile dell'ufficio emergenze della Protezione civile, che trascorso il primo periodo dedicato a prendere le misure - monopolizzato per anche dal terremoto in Abruzzo - ora conta di affrontare di petto il degrado dell'area degli scavi. Forte anche di una nuova ordinanza, che ha aggiornato la prima di luglio 2008 e con la quale sono stati rivisti e ampliati i poteri del commissario. L'emergenza, infatti, rimane: la situazione di «grave pericolo» nell'area archeologica si legge nella nuova ordinanza «rende necessario e urgente adottare ulteriori misure straordinarie, anche in deroga alle vigenti normative». Via, dunque, al super-commissario, che deve predisporre un piano di interventi che spazia dalle opere di manutenzione alle gare per affidare («in via di somma urgenza») i servizi di vigilanza del sito, dai «conseguimento urgente di sponsorizzazioni» per reperire fondi all'organizzazione dei servizi di guida ai turisti, dalla disciplina del commercio (con potere di far cessare le attuali attività) alla promozione e valorizzazione dell'area archeologica. Fiori potrà contare su uno staff di 12 persone finora erano più una serie di consulenti, che saranno pagati destinando al personale il 2 (prima era lo o,5) dei 40 milioni che l'ordinanza di luglio 2008 ha trasferito nella contabilità speciale del commissario. Aumento dei costi criticato dalla Uil-Beni culturali, perché cade in una situazione di pesante mancanza di risorse. «Niente di scandaloso commenta Fiori perché lo staff è composto da personale pubblico, che comunque deve venir pagato. E' stato aumentato perché ci si è resi conto, alla luce della precedente esperienza, che cinque persone non bastano. Ho poi - così come mi consente la nuova ordinanza azzerato i contratti di collaborazione e di consulenza e non per sfiducia nelle persone incaricate in passato. Voglio partire da zero e non è detto che nomini tutti i consulenti previsti. La nuova ordinanza tiene conto dei problemi incontrati nella precedente gestione. E' il caso del regolamento sulle guide turistiche, che finora non si è riusciti a fare. Per questo i poteri del cotnmissario sono stati maggiormernte proiettati sul territorio: occorre, infatti, una gestione condivisa dell'emergenza». Terminato l'intervento straordinario assicura Fiori - Pompei ritornerà nelle mani del soprintendente, che da domani sarà Maria Rosaria Salvatore. I tempi sono stretti: l'emergenza, che doveva terminare il 30 giugno scorso, è stata prorogata fino al 30 giugno 2010. «La macchina aggiunge Fiori è già partita con Profili: 28 dei 45 milioni sono stati spesi per appalti, alcuni dei quali prossimi al termine, che per la maggior parte hanno l'obiettivo di mettere in sicurezza l'area. Anche per l'emergenza rifiuti sembrava impossibile farcela».