«Ok parchi, bici e case ecologiche ma ci sono quartieri umiliati» Sotto accusa la politica. «Troppo degrado, più metrò e cultura» Nella colonna dei «miglioramenti »: vent'anni fa c'erano le industrie, che avvelenavano l'aria e la terra, e oggi non ci sono più. Nella colonna dei «peggioramenti »: esisteva un tessuto agricolo, a Sud della città, che ormai è stato dimenticato. Tema: guardare Milano in prospettiva storica. Limite temporale: gli ultimi vent'anni. Cosa va peggio e cosa meglio. Trasformazioni positive e negative. Può sembrare un gioco, perché i cambiamenti di una metropoli seguono strade complesse. Ma è anche un'occasione per un dibattito. Per rivendicare i progressi. E allo stesso tempo indicare il degrado. Urbanistica, ambiente, qualità della vita. Con un occhio al futuro. Per capire dove sta andando la Milano che negli ultimi vent'anni ha perso 400 mila abitanti e che qualcuno, nel 2015, immagina invece in piena espansione. Si può partire da un esempio: «Vent'anni fa andavamo in parco Sempione a strappare le erbacce », ricorda Luca Carra, presidente milanese di Italia Nostra. «Oggi invece i parchi sono di solito puliti e ben gestiti, sono stati creati il parco Nord e quello delle Groane. L'attenzione per il verde è di gran lunga aumentata». Lì, all'origine di questo cambiamento, si scopre però anche una strada senza uscita: «Quei parchi continua Carra sono frutto di una progettualità che non esiste più. Il passante è un altro esempio di come ci fosse un'idea di governare Milano come grande area metropolitana. Un obiettivo che si è perso». E che, pensando al futuro, secondo Italia Nostra andrebbe recuperato. In mezzo, in questi vent'anni, qualcuno rimprovera il passaggio da un'idea di Grande Milano a quella di una città-condominio. Tendenza che (ovviamente) non riguarda soltanto un'amministrazione, «ma è una trasformazione molto più ampia e generalizzata ». E, comunque, mette sul banco degli imputati la politica. Ecco il punto comune: la mancanza di un progetto. Andrea Poggio, vice direttore nazionale di Legambiente, indica un cambiamento epocale, e cioè il passaggio «dai riscaldamenti a olio combustibile al metano: un progresso spiega che ha migliorato in proporzioni enormi la qualità dell'aria. In generale, la qualità dell'abitare a Milano è uno dei grandi momenti di progresso nella storia recente». Allo stesso tempo, mentre l'edilizia faceva passi avanti, «Milano ha via via abbandonato e lasciato degradare il grande polmone agricolo a Sud del Comune. Era una delle grandi ricchezze lombarde ». La storia recente si può leggere anche attraverso piccoli segni. Elementi che diventano però emblematici: «Il cantiere in Sant'Ambrogio spiega Marco Magnifico, direttore generale e culturale del Fondo per l'ambiente italiano è deleterio soprattutto per il messaggio che manda. Con l'Ecopass si è avviata una grande stagione in cui i cittadini hanno preso coscienza del problema inquinamento, con quel parcheggio ricevono invece un messaggio opposto. Manca coerenza, linearità e coraggio nelle scelte». La città del futuro, almeno dal punto urbanistico, si intravede già. Da Garibaldi, a CityLife: è una città che va verso l'alto. «Ma Milano cosa ha a che fare con i grattacieli? chiede il direttore del Fai La nostra tradizione culturale e architettonica è di città bassa, rappresentativa di un'eleganza austera, aperta, riservata, accogliente. Non si possono scimmiottare Hong Kong o Dubai, architetture completamente avulse dalla nostra storia. È un assurdo segno di provincialismo». In una parola, secondo il Fai, la città ha perso il suo «stile». È un punto critico, pensando al futuro. E chiedendo un impegno alla politica. Ecco le priorità, in prospettiva. Legambiente: «Immaginare una città che passi da 65 auto, come oggi, a 30 auto in media ogni cento abitanti». Italia Nostra: «Recuperare lo spirito di progettare Milano su larga scala, in un tutt'uno con l'area metropolitana». Il Fai: «Puntare a un progresso che sia in linea con le nostre radici».
MILANO - Eco-pride. Le pagelle dei responsabili di Fai, Italia Nostra e Legambiente alla Milano dell'ambiente
Milano ha subito trasformazioni significative negli ultimi vent'anni. La città ha perso 400 mila abitanti, ma ha visto miglioramenti in campo ambientale e urbanistico. I parchi e le aree verdi sono stati creati e gestiti meglio, ma la mancanza di un progetto unificato per la città è stata criticata. La politica è stata accusata di aver perso l'idea di governare Milano come grande area metropolitana. Il passaggio da un'idea di Grande Milano a quella di una città-condominio è stato visto come un punto critico. La qualità dell'abitare a Milano è migliorata, ma il grande polmone agricolo a Sud del Comune è stato degradato. La città ha anche perso il suo stile architettonico e culturale.
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