Che cosa c'entra un'idea imprenditoriale o un progetto di business plan con la suggestione di costumi scenografici di 110 anni fa? Cosa c'entra il voler a tutti i costi far soldi con l'idea ben più nobile dell'arte? C'entrano l'esigenza, fortissima, di conservare «emozioni». L'alternativa sarebbe chiudere i battenti. Il progetto si chiama «Business plan per un museo di successo», ancora di salvezza scelta dalla soprintendenza ai Beni architettonici e ambientali di Cagliari per riportare la gente nei musei, ed evitare di mettere i sigilli alla cultura. L'obiettivo è far confluire sulla Pinacoteca 85 mila visitatori in tre anni. Ma per farlo, la Sovrintendenza si è messa nelle mani giuste. Quelle di Asseforcamere, l'agenzia per lo sviluppo di Unioncamere, che prendendo per mano gli operatori li guiderà verso una mentalità imprenditoriale. Perché i conti devono quadrare, e l'obiettivo può essere raggiunto solo con idee vincenti. «Da sei anni a questa parte dice in Sovrintendenza Gabriele Tolale risorse messe a nostra disposizione dal Ministero si sono ridotte del 60: con una media del 10 in meno l'anno». Alla fine le soluzioni possibili erano due: chiudere la Pinacoteca, o pensare a un serio progetto di recupero. «Abbiamo scelto la seconda strada continua Tola E ora due nostri gruppi di tecnici saranno guidati verso le soluzioni migliori per il rilancio dell'attività». Attività che da qui alla fine dell'anno conta di proporre sei nuove mostre. A partire da «Lo spazio dell'illusione» esposizione, articolata in due sezioni, che ripercorre 110 anni di storia del Lirico. Già inaugurata per fornire un primo gustoso assaggio di quella che sarà la Settimana della cultura, la rassegna porta il visitatore nello Spazio di San Pancrazio, interno alla Cittadella dei musei, che fu carcere femminile sino al 1897, e prima ancora infermeria per i battaglieri. Recuperato dopo anni di lavori portati avanti grazie anche ai fondi del gioco del Lotto, lo Spazio ospiterà la mostra sino al 23 settembre. Ma nei progetti della Soprintendenza ci sono anche una rassegna sulle fortificazioni, una su alcuni argenti, una che vedrà esposte casse con dipinte alcune Vergini dormienti. «L'idea alla base di tuttodice Aldo Chiapparino, dell'Asseforcamere quella di applicare modelli economici alla cultura. Quasi un "dar vita all'ingegno umano sopito dal tempo"». E se la macchina riuscirà a funzionare, portando di nuovo gli utenti a voler usufruire di cultura, il museo sarà salvo. A rafforzare le speranze sono alcune recenti esperienze nella stessa direzione: come il Museo della memoria, in Sicilia, un vero e proprio successo costruito cavalcando l'onda delle emozioni. «Perché è di emozioni che l'uomo ha bisogno dice Chiapparino E se queste riesce a darle la cultura tanto meglio».
Business plan per musei di successo, via ai primi progetti
La Sovrintendenza ai Beni architettonici e ambientali di Cagliari ha scelto di creare un progetto di business plan per il museo di successo, con l'obiettivo di far confluire 85 mila visitatori in tre anni. L'agenzia Asseforcamere, che lavora con gli operatori, guiderà gli esperti verso una mentalità imprenditoriale per raggiungere l'obiettivo. Il progetto prevede la creazione di sei nuove mostre, tra cui "Lo spazio dell'illusione" e "La rassegna sulle fortificazioni". L'idea dietro il progetto è quella di applicare modelli economici alla cultura, come suggerito da Aldo Chiapparino dell'Asseforcamere.
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