UN MARCHIO SICURO M iracoli romani. In Italia il flusso turistico comincia ad avvertire una flessione molto tangibile (e pericolosa per le prospettive future). Però a Roma il numero dei visitatori nei maggiori musei cittadini continua a crescere. Salgono, rispetto al periodo estivo 2008, i biglietti staccati per l'Ara Pacis così come ai musei Capitolini. Nulla di legato a mostre temporanee, con tutta evidenza si tratta di un interesse legato al museo vero e proprio, all'oggetto «permanente» messo in mostra. Il Marchio Roma, dunque, non conosce crisi. E i turisti che raggiungono la nostra città continuano a fidarsi di un prodotto secolare. Tutto bene, tutto a posto? Sicuramente si tratta di dati eccellenti, se non straordinari. Ma che vanno accuratamente monitorati e, a dir di più, preservati. Per un semplice motivo. Tutti gli economisti della cultura (Michele Trimarchi, uno per tutti) e i sociologi più attenti (Domenico De Masi) concordano su un'analisi. Ovvero che il turismo culturale delle nuove generazioni premierà chi, accanto all'oggetto del desiderio (il museo, il bene archeologico, il centro storico) saprà offrire un «contesto» adeguato: servizi (negli spazi museali e non solo), infrastrutture, mezzi di trasporto agili, una corretta politica dei prezzi nei locali pubblici. Sappiamo tutti cosa significhi questo pacchetto di richieste per una città come Roma. Tram, autobus e taxi sono quelli che sono. Il caso del ristorante (i due turisti giapponesi costretti a pagare 695 per un pranzo) sembra più la punta di un iceberg che una eccezione solitaria. Circa le infrastrutture nel senso più ampio del termine, siamo ancora lontani dalle medie europee. Aggiungiamoci traffico e sporcizia diffusa. Mettere in ombra il Marchio Roma è difficile, non c'è turista al mondo che non voglia venire qui. Ma è anche vero che la concorrenza è spietata. Morale dell'apologo. I dati positivi vanno visti come un'ottima base di partenza per costruire un futuro ancora più competitivo. Dormire sugli allori, cullarsi nel «tanto vengono tutti qui lo stesso» significa, in prospettiva, regalare legioni di giovani turisti (soprattutto cinesi) agli altri Paesi europei. Col pericolo che Roma venga visitata sempre di più. Ma sui siti Internet.
ROMA - il miracolo del turismo capitolino
Il flusso turistico in Italia sta avvertendo una flessione, ma a Roma il numero dei visitatori nei maggiori musei cittadini continua a crescere. I biglietti staccati per l'Ara Pacis e i musei Capitolini sono aumentati rispetto al 2008. Il Marchio Roma non conosce crisi e i turisti continuano a fidarsi del prodotto secolare. Tuttavia, gli economisti e i sociologi concordano che il turismo culturale delle nuove generazioni richiede un contesto adeguato, con servizi, infrastrutture e politiche dei prezzi. La città di Roma ha ancora bisogno di migliorare le infrastrutture, il traffico e la pulizia.
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