LA CITTÀ CHE CAMBIA. Gli assessori Giacino e Polato commentano la proposta leghista di una cittadella del divertimento: «La questione è più complessa e delicata» Polato: «Palazzo Forti vale meno? Allora anche l'area dell'ex City. E Cariverona cominci a realizzare» L'idea di realizzare una cittadella del divertimento agli ex Magazzini generali, di proprietà della Fondazione Cariverona, lanciata dal presidente della quinta circoscrizione, Fabio Venturi, ha risvegliato l'attenzione sul futuro di Verona sud sopita durante la calura estiva. E, come era prevedibile, ha sollevato un dibattito dai contorni molto estesi. L'assessore al Patrimonio Daniele Polato, pur non essendo un amante della «movida», non giudica negativamente l'idea di Venturi ma mette subito in chiaro che non sarà la chiave di volta per risolvere la questione della compravendita dell'area dell'ex Polo finanziario che ripartirà dal confronto con Cariverona. «Ad aprile io ritenevo la trattativa sull'ex Polo ormai definita e conclusa, poi la controparte ha cambiato idea, ma da allora le cose non sono cambiate». Non sono cambiate ma si sono sicuramente complicate perché la società Polo Finanziario spa ha annunciato il ricorso alle vie legali con una richiesta danni al Comune per non aver ancora definito il ri-acquisto dell'area da parte dell'amministrazione dopo quasi due anni dall'annuncio. Fatto che ha congelato, quindi, qualsiasi accordo tra il Comune e i tre soci che sono appunto Cariverona, Cattolica Assicurazioni e Banco Popolare. Polato ricorda infatti che l'amministrazione aveva offerto palazzo Forti, valutato 39 milioni di euro, in cambio degli spazi dell'abortito Polo finanziario. Ma all'ultimo momento, ricorda Polato, la proprietà aveva deciso che palazzo Forti non bastava in quanto la crisi immobiliare lo aveva svalutato a 32 milioni di euro. «Non si tratta di un mio bene personale, ma di un patrimonio della città e io non posso accettarne un deprezzamento, in quanto se di svalutazione stiamo parlando allora questa vale anche per l'area dell'ex mercato ortofrutticolo», dice l'assessore ricordando il perché del fallimento della trattativa. Polato, volgendo di nuovo lo sguardo al Polo culturale, per sottolineare che non può in alcun modo entrare nella partita dell'ex Polo finanziario, precisa poi: «L'area degli ex Magazzini generali è di proprietà della Fondazione Cariverona che l'ha acquistata a un prezzo agevolato in virtù di un vincolo culturale». E facendo sue le parole del sottosegretario Brancher e del capogruppo della Lista Tosi in consiglio comunale, Andrea Miglioranzi all'indomani della causa fatta al Comune, Polato ammonisce: «Si parla spesso di immobilismo dell'amministrazione, ma ci sono enti che hanno la piena proprietà di aree come ex Magazzini generali e Castel San Pietro da anni, nel caso di Verona sud sono addirittura dieci anni, e nelle quali non si è ancora fatto nulla. Forse allora è meglio che chi ha comprato cominci a fare quello per cui ha pagato». E secondo Polato non vi sono scuse per questi ritardi perché a suo avviso il Polo culturale sarebbe slegato dal resto. Anche l'assessore all'Urbanistica Vito Giacino, commenta la proposta di Venturi di una cittadella del divertimento all'interno degli ex Magazzini generali in un contesto più ampio. E precisa: «Sono felice del contributo d'idee sull'area da parte del presidente Venturi e la considererò al pari di quelle che perverranno entro il 1 ottobre quando scadrà il primo dei due bandi per Verona sud». E ironicamente aggiunge: «Devo ammettere anche che mi piace molto di più della sua ultima proposta di realizzare una zona a luci rosse in Zai». E tornando ai «discorsi seri», Giacino esprime però tutta la sua perplessità sul fatto che la cittadella del divertimento possa andare a inserirsi nella trattativa sull'ex Polo finanziario. E dice: «Penso che la questione sia molto più complessa e seria, occorrono risposte politiche e amministrative importanti come quelle che io e l'assessore al Patrimonio Daniele Polato stiamo portando avanti». E aggiunge: «Non credo infatti che l'area del Polo finanziario possa prescindere dal futuro della Fiera, quindi qualunque cosa si deciderà dovrà necessariamente vedere il coinvolgimento dell'ente fieristico per decidere come utilizzarla». Ma Giacino spiega: «Il problema non è chi paga cosa, ma stabilire una pianificazione armonica e omogenea dell'area. che non si può fare con proposte spot, ma che va fatta allargando l'orizzonte». E conclude: «Uno sguardo più ampio può facilitare la soluzione dei problemi. Dopo di che si può anche discutere di un coinvolgimento economico della Fiera». Questo aspetto però rischia di complicare gli equilibri di una società, la Fiera, che si sta interrogando sul proprio futuro tra patrimonializzazione, gestione e possibile ricapitalizzazione. E i soci principali sono proprio il Comune, la stessa Fondazione Cariverona, proprietaria di molte aree, e il Banco Popolare, gli ultimi due anche soci nel Polo finanziario assieme a Cattolica.G.C.
Verona sud, il rebus Polo blocca tutto
L'assessore al Patrimonio Daniele Polato e l'assessore all'Urbanistica Vito Giacino hanno commentato la proposta del presidente della quinta circoscrizione Fabio Venturi di realizzare una cittadella del divertimento agli ex Magazzini generali di Verona. Polato non giudica negativamente l'idea, ma mette subito in chiaro che non sarà la chiave di volta per risolvere la questione della compravendita dell'area dell'ex Polo finanziario. L'area è di proprietà della Fondazione Cariverona e Polato ammonisce Cariverona a fare qualcosa con l'area. Giacino esprime però tutta la sua perplessità sul fatto che la cittadella del divertimento possa andare a inserirsi nella trattativa sull'ex Polo finanziario.
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