Si chiama Archeomar la campagna di archeologia subacquea per i mari del Sud Italia presentata ieri dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giuliano Urbani in occasione della VI Settimana della Cultura. Si tratta di un'iniziativa a carattere scientifico organizzata dalla Direzione Generale per i Beni Archeologici, che prevede il "censimento" dei beni archeologici sommersi delle regioni Campania, Basilicata, Puglia e Calabria. Iniziato il 1 aprile 2004, il progetto terminerà a settembre 2005. Sono circa 200 le persone coinvolte nel progetto, 30 unità dell'amministrazione centrate, 20 dalle Sovrintendenze, 8 le società esterne, selezionate tra le più esperte nel settore in Italia e all'estero. L'investimento è di 75 milioni di euro. "Questo progetto è importante e di immediata operatività - ha spiegato il Ministro Giuliano Urbani - non solo tantissimi sono i beni da recuperare, ma altrettanti i ladrocini da evitare e fermare, spesso di beni a noi ancora ignoti". Saranno oltre 300 i giorni di ricerca in mare, con una flotta che prevede tre navi attrezzate con i più moderni strumenti di indagine e altre di minori dimensioni, oltre ad un sottomarino. Oltre alla raccolta di informazioni per la costruzione di un'aggiornata banca dati, la valutazione e schedatura delle aree individuate, la creazione di materiale informativo e convegni regionali e internazionali, per la prima volta si potrà disporre di una cartografia vettoriale sia della costa che del fondale marino con la precisa individuazione a mezzo GPS di ogni area di interesse archeologico. Il sistema informativo sarà collegato con gli organi per la tutela e il controllo delle acque, quali il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Guardia di Finanza Nucleo di Tutela Patrimonio Culturale, Capitanerie di Porto e Guardia Costiera.