«IL COMUNE non può addurre il pretesto dell'economicità di gestione per autorizzare la trasformazione dell'ex Locanda San Pietro in una residenze turistica alberghiera. Il regolamento tra hotel e Rta impone gli stessi obblighi e quindi gli stessi costi, con l'eccezione che la Rta non ha quello di tenere aperti ristorante e bar». è Abramo Prandi, direttore del "Royal Sporting" in via dell'Olivo, esprime forti perplessità sul previsto cambio di destinazione d'uso dell'ex hotel chiuso dal 1992 e ridotto ad un rudere degradato lungo la passeggiata che conduce a Punta San Pietro. Nei prossimi giorni il consiglio comunale di Portovenere esaminerà la variante al Piano urbanistico che, in base alla nuova normativa regionale sul turismo, consente di trasformare le strutture ricettive classificate come "alberghi" la cui presenza sul mercato sia divenuta economicamente insostenibile. Ma gli operatori locali si dicono scettici. «C'è poi il problema dei parcheggi. Una quarantina di residence richiederebbero parcheggi dedicati o veicoli abilitati al transito in Calata Doria». Decisamente contraria alla trasformazione dell'ex albergo è Stefania Calabrese, direttrice del "Grand Hotel Portovenere": «Le R.t.a. possono andare bene fuori dal centro storico, come nel caso delle Terrazze ma sono improponibili nella zona di San Pietro. Mi auguro che l'ex Locanda mantenga il vincolo alberghiero: un 4 stelle di buon livello offrirebbe nuovi posti letto e opportunità occupazionali. Troppe seconde case non fanno bene al turismo, chi le abita d'estate pretende di venire qui e di avere il silenzio assoluto, magari lamentandosi per musica e spettacoli alle nove e mezza di sera». Piero Della Croce, titolare dell'Hotel "Belvedere", è più possibilista: «Anche se la riconversione in R.t.a. aprirà un precedente nel settore, capisco che il Comune si sia trovato di fronte ad una scelta non facile, optando per il male minore. La chiusura e il degrado dell'ex San Pietro durano da troppo tempo e hanno creato gravi danni di immagine. Piuttosto il vero problema degli albergatori resta il taglio del numero di parcheggi a disposizione della clientela: chi viene qui è praticamente costretto all'immobilità: mancano i traghetti pubblici, e non si azzarda a spostare la macchina per il timore di non trovare più il posto al ritorno". Isabella Conte