ENTI E NOMINE. L'architetto ferrarese si è insediato ufficialmente l'altra mattina a Brescia, è atteso anche a Verona Polemica sul probabile avvicendamento di Andrea Alberti a Sabina Ferrari chiamata a ricoprire l'incarico a Venezia Cambio della guardia negli uffici della soprintendenza di stradone San Fermo. È molto probabile che ad assumere ad interim l'incarico di Sovrintendente ai beni architettonici sarà Andrea Alberti, che con quella veronese sarebbe quindi chiamato a gestire ben sei provincie. Anche se l'avvicendamento in città non è ancora stato ufficializzato, sta già facendo discutere. Cinquantadue anni, ferrarese di nascita, Alberti vanta una la laurea in architettura a Firenze e precedenti incarichi come soprintendente sia in Emilia che in Veneto. Ha svolto la libera professione per anni ed è stato impegnato anche nell'insegnamento: ancora oggi è docente di Restauro. La sua destinazione ufficiale è la soprintendenza di Brescia, dove sostituirà Luca Rinaldi, che è stato trasferito a Trieste. Ma oltre al territorio di Brescia, Mantova e Cremona, Alberti potrebbe assumere ad interim anche il triangolo del Veneto occidentale che comprende l'area berica: in tutto, un incarico a scavalco su sei province. La vera sorpresa, tra i cambi di poltrone, è infatti l'avvicendamento veneziano: per il posto di Alberti, che era stato nominato in Laguna solo quattro mesi fa, circola il nome di Sabina Ferrari, che lascia la soprintendenza di Verona, Vicenza e Rovigo, che andrebbe quindi all'architetto ferrarese. E la notizia ha già scatenato diverse polemiche, soprattutto nelle città in cui Alberti si è già insediato. L'altra mattina, è toccato a palazzo Calini a Brescia accogliere il nuovo soprintendente. Qui, racconta lo stesso Alberti, «ho trovato un clima positivo e cordiale». «Le porte della soprintendenza saranno aperte a chi vuole collaborare», ha commentato. Nella speranza che si plachino al più presto le polemiche che hanno accompagnato il suo insediamento, Alberti ha aggiunto che la forza di una soprintendenza «non è la singola persona ma la sua storia, la sua competenza». L'augurio è che lo staff di via Gezio Calini lavori per i prossimi anni per la tutela, ma anche per la «valorizzazione del patrimonio». Un compito che «spetta anche all'università, alle associazioni, alle amministrazioni e a tutti coloro che in questo settore sono coinvolti». Parole d'auspicio che non hanno però zittito le voci contrarie, che hanno messo in luce la cronica carenza di uomini e mezzi dell'ufficio della soprintendenza bresciano: «Incombe il rischio», ha infatti puntualizzato il presidente locale di Legambiente Dario Balotta, «che il nuovo soprintendente assuma la direzione della struttura di Brescia Mantova e Cremona con quella di Verona, Rovigo e Vicenza. E se ciò si avverasse si configurerebbe in uno smantellamento dell'azione della Soprintendenza. Già oggi gli interventi di salvaguardia, nonché quelli di progetto di nuove aree e nuovi patrimoni da tutelare, sono pesantemente limitati grazie ad una struttura debole». Tutti timori, nell'attesa della nomina ufficiale, condivisi anche in riva all'Adige. Il ruolo della soprintendenza ai beni architettonici è infatti molto importante in una città storica come quella scaligera, dove il sindaco Tosi non è mai stato tenero nei confronti di questi uffici preposti alla tutela e alla conservazione delle testimonianze del passato.. Il giro di valzer dei soprintendenti era già stato annunciato dal ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, nell'ambito della riforma del ministero. Le nomine riguardano anche la soprintendenza archeologica che ha sede a Padova e competenza su tutto il Veneto: a capo ci sarà Vicenzo Tinè, che ha vinto il concorso. Nelle scorse settimane è stato protagonista di un confronto a distanza con Francesco Girondini, il soprintendente dell'Arena di Verona che ha manifestato l'intenzione di coprire l'anfiteatro per proteggerlo dalla pioggia.I.N. Foto:
MIBAC. Il nuovo soprintendente si divide tra sei città
L'architetto ferrarese Andrea Alberti si è insediato ufficialmente a Brescia, sostituendo Luca Rinaldi. È probabile che Alberti assuma anche il ruolo di Sovrintendente ai beni architettonici a Verona, Rovigo e Vicenza. La nomina è stata accolta con polemiche, soprattutto nelle città in cui Alberti si è già insediato. Il presidente locale di Legambiente Dario Balotta ha espresso preoccupazioni sulla carenza di mezzi dell'ufficio della soprintendenza bresciana e sul rischio di uno smantellamento dell'azione della Soprintendenza. Il ruolo della soprintendenza ai beni architettonici è importante in città come Brescia e Verona, dove il patrimonio storico è molto ricco.
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