MARTEDl prossimo nuovo taglio del nastro in vista delle elezioni. Stavolta è il turno della Cittadella della cultura, il vecchio macello e frigorifero comunale di via Napoli che diventeranno la sede della Biblioteca nazionale e dell'Archivio di stato. Nicola Bono, sottosegretario ai Beni culturali, sarà in città per la "presentazione dell'intervento di restauro e di recupero funzionale del complesso". Non dunque un'inaugurazione classica, ma solo "una visita dopo la fine dei lavori". La visita era stata fissata per lo scorso 24 maggio, ma era stata anche rinviata per gli impegni del ministro Urbani, annunciato in città proprio per l'occasione. Eppure la struttura non sarà attiva prima di qualche mese, se andrà tutto bene solo per Natale qualche settore potrà funzionare. Un giro all'interno lo conferma: tutte le attrezzature della biblioteca e dell'archivio sono state ordinate e appaltate, ma non ancora consegnate né montate. E non si tratta di cose da poco: gli scaffali e i depositi di libri non potranno essere gli stessi delle vecchie sedi, al primo piano del palazzo Ateneo e del "palazzo di vetro" di via Bissolati. Dalla soprintendenza per i beni architettonici e dalla direzione dei lavori avevano fatto sapere che «giammai ci sarebbe stata un'inaugurazione in periodo elettorale». Eppure ci sarà la consueta passerella. In effetti l'opera è imponente e utile, per il recupero di un 'area abbandonata da decenni, utilizzata per ricovero di senza fissa dimora, come canile municipale e infine devastata da un incendio alla fine degli anni Ottanta che distrusse tutti i frigoriferi annessi al macello. Il capannone centrale del mattatoio crollò e la struttura fu sgomberata. Oggi l'ultimo piano del frigorifero è stato destinato a sala lettura, con un lucernario su tutto il soffitto, mentre il salone dell'ex mattatoio è stato ricoperto di legno lamellare e pannelli di vetro. Dove c'era la sala macchine del frigorifero ci sarà un salone per conferenze e mostre, mentre il vecchio mercato ittico sarà la sede della biblioteca, collegata al salone principale con una passerella. Ma si corre contro il tempo anche alla chiesa russa, dove si sta installando un recinto di ferro intorno al giardino rinnovato. Quella dei giardini da inaugurare entro il 12 giugno è una corsa dichiarata anche per il piazzale di via Omodeo, il giardino del San Paolo e quello di viale De Laurentis. E, naturalmente, per l'isola pedonale di corso Vittorio Emanuele: l'aiuola è stata inaugurata quindici giorni fa dal sindaco, accompagnato da Luigi Lobuono, dopo una cerimonia notturna sotto la pioggia, e subito recintata da un altro cantiere per il completamento. «Dovremo scavare sotto le case di Bari vecchia - dicono nel cantiere - la fogna e l'acqua potabile sono a rischio di rotture per l'intero quartiere se non si lavorerà con cautela. Ci vorrà oltre un mese di lavoro ma domani inizieremo gli scavi. Poi dovremo raschiare l'intero marciapiede per evitare scivoloni ai passanti». "Dead line", data di ultimazione, giusto il 12 giugno per un altro restauro. Si tratta del muro che regge la rampa della muraglia di fronte all'ingresso del porto, dove i tufi mostrano ancora i segni della sparatoria del S settembre 1943, quando popolani e soldati baresi presero le armi contro i tedeschi che volevano distruggere il porto. D muro, vincolato dalla Soprintendenza, è stato smontato pezzo per pezzo per il consolidamento e, prima del sabato e della domenica delle elezioni, si prevede un'inaugurazione, forse l'ultima della campagna elettorale.