Vocazione internazionale e difficoltà a legare con i pratesi sono soltanto due dei pradossi del Centro Pecci. Paradossi che si traducono nei numeri (quelli sui visitatori) che non convincono l'assessore alla cultura Anna Beltrame ma che il presidente Beccaglia difende. Quelli riportati in appendice al bilancio dicono che nel 2008 sono stati 4.740 i biglietti staccati (991 a pagamento) per le mostre nelle sale maggiori del Centro. Altre 8.500 presenze in museo sono quelle di chi è intervenuto a 8 inaugurazioni. Poco meno di 11mila persone, infine, ha visitato le esposizioni a ingresso libero. Come dire che il Pecci va meglio fuori Prato: 4.800 visitatori (stimati) per le mostre allestite in Toscana e 18.800 per quelle all'eestero. Fra le presenze, infine, vengono contate anche quelle a convegni, festival, Videominuto e altri eventi, per un totale di poco superiore alle 5mila unità. Dalle cifre dell'ultimo bilancio del Pecci i paradossi belli e brutti emergono puntuali. Un esempio? I dipendenti a tempo indeterminato sono 24, nove dei quali a part time. A lavorare sono però in 46, compresi 21 "co.co.pro." e un dipendente a scadenza. Le spese per il personale ammontano a 980.000 all'anno. Altri 88.000 vengono spesi in prestazioni professionali. Risultato: i soldi del Comune (1 milione e 300.000 euro) garantiscono le funzioni vitali. Poco più di un milione, poi, arriva da altri soggetti. Il bilancio parla d'entrate per 2,4 milioni al quale, oltre al Comune, concorre per la maggior parte la Regione (410.000 euro) e partecipano la Provincia (50.000), il Ministero dei Beni culturali (3.000). Sempre di provenienza pubblica, insomma, sono metà delle altre entrate. Soci fondatori o sostenitori contribuiscono, poi, per altri 50.000 euro, mentre fra erogazioni liberali (65.000) e soldi di "altri privati" (95.000). Due cifre, queste ultime, alle quali dovremmo aggiungere le "altre provenienze" come rimborsi e sponsorizzazioni per 280.000 euro. Non mancano, tra gli sponsor, i soggetti (vedi Asm o Consiag) con uno strettissimo legame col "pubblico". Eccoci poco al di sotto di un milione d'euro. La somma viene superata (attestandosi poco sopra 1 milione e 100.000 euro) se si misura la "produzione" del Centro. Le "vendite" ammontano a 50.000 euro e i "proventi dell'attività tipica" a 70.000 euro. Altre entrate derivano dagli affitti (53.000 euro) e dagli interessi bancari: 3.700 euro che comunque dimostrano che il Pecci qualche soldo lo ha. Nel 2008 i cataloghi hanno fruttato 9.880 euro contro un valore di 33.750 che giace in magazzino. In magazzino ci sono anche 8.113 euro di gadget (154 euro il venduto) e 47.000 e spiccioli di opere grafiche (5.813 il venduto). Fabio Barni Torna ai risultati della ricerca Stampa questo articolo
PRATO. I paradossi tra i numeri del bilancio
Il Centro Pecci di Prato ha registrato 4.740 biglietti staccati per le mostre nel 2008, con un totale di 11.650 presenze. Le visite estere sono state 4.800, mentre quelle in Toscana sono state 8.800. Il personale del Centro è composto da 46 dipendenti, con spese per il personale di 980.000 euro all'anno. Le entrate del Centro sono state 2.400.000 euro, con la Regione e il Comune come principali contribuenti. Le entrate sono state 50.000 euro per i soci fondatori e sostenitori, 65.000 euro per le erogazioni liberali e 95.000 euro per gli altri privati. Il Centro ha registrato 50.000 euro di "vendite" e 70.
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