Ieri, nonostante il caldo tenesse ancora chiuse le serrande di molti negozi e avesse svuotato strade e giardini, le sale delle biblioteche civiche erano affollate. Dalla sede Torino Centro, in via della Cittadella, alle sedi decentrate di Borgo Dora, Lucento, Aurora e Falchera, i frequentatori delle sale lettura e dei punti prestito non si sono lasciati scoraggiare dai tagli. Studenti chini sui libri nelle sale lettura, avvocati e liberi professionisti in maglietta e bermuda a consultare testi giuridici, stranieri che vengono in biblioteca per scrivere mail a parenti lontani: tutti a chiedere: «Non tagliate le biblioteche». Pietro prende tre romanzi alla volta, per non lasciarsi sorprendere dalla delusione di una brutta storia. Ieri, nonostante il caldo tenesse ancora chiuse le serrande dei negozi e avesse svuotato strade e giardini, Pietro, 81 anni, non ha rinunciato alla sua quotidiana passeggiata alla biblioteca civica «Italo Calvino», in lungo Dora Firenze. A sfidare la canicola non era il solo. Dalla sede Torino Centro, in via della Cittadella, alle sedi decentrate di Borgo Dora, Lucento, Aurora e Falchera, la folla dei frequentatori delle biblioteche non si è lasciato scoraggiare dal clima ostile. Studenti, tantissimi, chini sui libri nelle sale lettura, avvocati e liberi professionisti in maglietta e bermuda a consultare testi giuridici, stranieri che vengono in biblioteca per scrivere mail a parenti lontani: «Ma come si può pensare di ridurre l'orario delle biblioteche o addirittura chiuderle?». Armando Cervino, pastaio, brandisce l'ultimo romanzo di Stieg Larsson di fronte alla biblioteca «Primo Levi», in via Leoncavallo. «Basta guardare. In pieno agosto la sala lettura è piena, mentre la città è un deserto. E' stato praticamente così tutta l'estate». Strano leggere le classifiche che mettono gli italiani agli ultimi posti per numero di libri letti all'anno, solo prima di austriaci e portoghesi, e vedere le sale lettura piene. Quaranta milioni di italiani, ossia due terzi della popolazione, sono praticamente analfabeti. Soltanto il 31 per cento è in grado di leggere un libro e capirci qualcosa. E soltanto il 42 per cento ha letto almeno un libro non scolastico nel corso di un anno (e questo significa che almeno il 10 per cento non ci ha capito niente). Sarà che le biblioteche sono piene di studenti che vogliono trovare concentrazione e compagnia, massaie che sfogliano riviste di bricolage, pensionati che preferiscono leggere il giornale qui piuttosto che al bar del quartiere. Sarà che in biblioteca si possono fare innumerevoli cose. «S'impara ad andare in biblioteca sin da piccoli - dice Aldo Imarisio, dirigente vicario -: gli universitari ci vengono a studiare, poi a preparare la tesi di laurea, i genitori portano i figli agli incontri dedicati a loro e prendono in prestito libri per l'infanzia, i professionisti si aggiornano, gli stranieri trovano i quotidiani del loro Paese e navigano in Internet». La biblioteca per ogni stagione della vita, per ogni gusto e Paese d'origine. Iredia Osakue, studente lavoratore, originario della Nigeria, viene per studiare in pace, assieme all'amico Agbonlahor Martins, scrittore e laureando in giurisprudenza. Sugli scaffali c'è anche il suo romanzo, ma ora pensa ai tomi legali, ché tra due settimane discuterà la tesi. Sulle scale della civica Vera Commisso, 25 anni, e Davide Rogovskis, 26, ascoltano musica, un auricolare per uno: «Per studiare venire qui è determinante, a casa non combineremo niente. Abbiamo preparato tutti gli esami alla Civica». Vera e Davide sono due appassionati di libri vissuti : «Vuoi mettere leggere un romanzo preso in biblioteca a confronto con uno nuovo e senza vita?». Pierangelo Stella, 34 anni, ingegnere di qualità per un'azienda giapponese, sta cercando testi di un esame per la sua seconda laurea in Scienze Economiche: «Le biblioteche sono fondamentali, ridurre gli orari sarebbe penalizzante, soprattutto per chi lavora, e sono tanti. Dovrebbero anzi trovare il modo per estenderli». Mentre una bibliotecaria cerca di concentrarsi per capire che libro cerca un giovane con piercing multipli e cresta rosa - «Vorrei quel romanzo con la copertina rossa che ci hanno fatto il film» -, Anna Mura, docente di Storia della Lingua Italiana cerca materiale sul giornalismo del 1800 in Piemonte: «Meraviglioso che le biblioteche siano aperte anche in agosto - dice - e soprattutto che siano così frequentate. Forse solo in questa città si potrebbero sperimentare anche aperture serali. Sicuramente sarebbero un successo L'allarme lanciato dall'assessore alla Cultura Alfieri sottolineava la grave carenza di organico nelle biblioteche civiche torinesi, che rischiano di dover ridurre gli orari di apertura e, in qualche caso, addirittura di chiudere Ernesto Ferrero, direttore del Salone del Libro, si associa all'appello per salvare le biblioteche. Per ora non si parla di trasferire personale da altri servizi e settori della città, come le attività per bambini e ragazzi
Torino. La città delle biblioteche
Ieri, nonostante il caldo, le sale delle biblioteche civiche erano affollate. Studenti, avvocati e liberi professionisti frequentavano le biblioteche per leggere, studiare e consultare testi. La folla non si era lasciata scoraggiare dal clima ostile. I frequentatori delle biblioteche sostenevano che le biblioteche sono fondamentali e che ridurre gli orari di apertura sarebbe penalizzante, soprattutto per chi lavora. Alcuni suggerivano di estendere gli orari di apertura e di aprire anche serali. L'allarme lanciato dall'assessore alla Cultura Alfieri sottolineava la grave carenza di organico nelle biblioteche civiche torinesi.
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