MILANO. Il tema degli «scaffali telematici» al centro di molti interventi al congresso mondiale dei bibliotecari. Apripista l'Università di Oxford Google Book sta già trasferendo decine di collezioni. L'Italia pronta a stipulare un accordo. Presto tutte le 47 biblioteche gestite direttamente dal ministero dei Beni culturali potrebbero essere consultabili su Internet. Si tratta di circa 16 milioni di titoli. ROMA ... L'immagine della biblioteca buia, degli scaffali polverosi con un'arcigna bibliotecaria a fare la guardia, ormai è solo un datato cliché. Oggi, soprattutto negli Usa e in Nord Europa, ma sempre di pi anche in Italia, le biblioteche sono luoghi ipertecnologici presenti in massa sul web, dove è possibile sfogliare virtualmente manoscritti di Galileo o confrontare versioni dei Promessi Sposi. La digitalizzazione, cioè trasferire in formato telematico e consultabile via Internet cataloghi e interi volumi, è senz'altro il futuro, per i bibliotecari riuniti in questi giorni a Milano per il 75mo congresso mondiale dell' International Federation of Libreries Associations (Ifla). Ma per molti è sempre di più il presente, anche in Italia. "Tante biblioteche comunali e locali hanno già digitalizzato e messo on line libri e altri documenti - spiega il presidente dell'Associazione italiana biblioteche, Mauro Guerrini - e a livello universitario abbiamo eccellenze in tante città». Maggiori finanziamenti farebbero senz'altro comodo al mondo delle biblioteche, visti anche i costi del processo di digitalizzazione. Anche per questo il settore apre su tutta la linea a Google, che oltralpe starebbe per concludere un accordo con la Bibiloteque nazionale de France per digitalizzare il patrimonio librario di quest'ultima. Il progetto di digitalizzazione dei libri adesso attrae anche l'Italia. Il ministero dei Beni culturali sta valutando infatti la possibilità di una partnership con Google Books per trasferire su Internet le 47 biblioteche gestite direttamente dal Mibac: se l'accordo dovesse andare in porto circa 16 milioni di titoli potrebbero essere messi sul web. A dare l'annuncio è stato Mario Resca, neo direttore generale della Valorizzazione dei Beni culturali, intervenuto al congresso di Milano. «Il ministero sente il dovere di mettere a disposizione di tutto il mondo questa meravigliosa collezione di capolavori», ha detto. Sono già una trentina e di tutto il mondo le biblioteche che hanno raggiunto un accordo con Google Books. All'inizio sono state le biblioteche universitarie di Oxford e Harvard, cui si sono unite quelle di Stanford e dell'Università del Michigan. Restano due nodi molto importanti: il primo è il copyright, cui sono soggetti i libri più recenti e non ovviamente quelli più antichi; l'altro è che il patrimonio delle biblioteche deve restare di pubblico dominio. Non è un caso che contro l'accordo di digitalizzazione realizzato da Google books siano scesi in campo Microsoft, Yahoo! e Amazon dando vita a una coalizione insieme all' "Internet archive», associazione no profit di San Francisco che lavora per la realizzazione di una libreria digitale libera di contenuti internet, denominata «Open Book Alliance».