Paolo Verri è Direttore Comitato Italia 150 Caro Direttore, l'editoriale di Gian Enrico Rusconi pubblicato il 24agosto da un lato ribadisce la necessità di lavorare alacremente ai festeggiamenti del 150 dell'Unità d'Italia d'altronde parrebbe chiedere lumi ancora una volta su quale sia il progetto culturale alla base di quanto avverrà nel 2011. Come direttore del Comitato Italia 150 spero di poter dare sintetica risposta alla seconda domanda, tentando anche di fare un po' di chiarezza su competenze infrastrutturali e culturali: 1) Il Comitato Italia 150 è nato a Torino nel maggio 2007; solo qualche mese dopo, sotto il governo Prodi, nasce una «Struttura di missione» presso la presidenza del Consiglio con il compito di promuovere la realizzazione di un serie di opere pubbliche nell'occasione del 150 2) Il Comitato lavora da quella data a un programma molto denso di mostre, eventi, dibattiti, spettacoli, in grado di offrire agli italiani e a quanti nel mondo amano l'Italia un quadro storico, sociale, artistico, imprenditoriale davvero completo. Cuore dei festeggiamenti previsti dal Comitato saranno le Ogr, 22.000 metri quadri di aree ex industriali riqualificati con fondi locali come sede delle due mostre principali, dedicate all'identità nazionale e al futuro della nostra creatività e del nostro modello economico; un secondo importante spazio sarà allestito nella Reggia di Venaria, capace di ospitare due grandi mostre dedicate all'arte e al cibo quali eccellenze italiane. 3) Per far ciò, il Comitato ha studiato casi importanti come il Bicentenario degli Stati Uniti del 1976, il Bicentenario della Rivoluzione francese nel 1989, e i festeggiamenti che verranno approntanti in America Latina nel 2010. 4) Il Comitato lavora con numerosissimi enti culturali nazionali: dalla Biennale di Venezia alla Triennale di Milano, dai Musei Vaticani alle Soprintendenze di Toscana e Veneto, e dialoga con le principali città italiane (Firenze, Milano, Napoli, Roma, Venezia) per costruire non solo un importante programma culturale ma anche una significativa offerta turistica. 5) Dal settembre 2008 del Comitato fa parte anche il governo italiano con 3 suoi rappresentanti nominati dal ministro Bondi. Il Comitato ha altresì chiesto alla Rai di entrare nella struttura organizzativa e a breve ci sarà un incontro con il presidente Garimberti per verificare tale disponibilità. 6) Dalla fine di ottobre il Comitato lancerà un concorso per far partecipare alla costruzione della mostra sull'identità nazionale tutti i cittadini italiani con particolare attenzione al lavoro delle scuole. L'obiettivo del progetto del Comitato (più volte presentato pubblicamente e alle maggiori cariche dello Stato, e disponibile sul sito www.italia150.it) è di offrire occasione ampia e documentata di discussione su come sia evoluta l'Italia in questi primi 150 annidi nazione, senza dimenticare le radici della nostra cultura - da quella latina a quella rinascimentale, per arrivare al Novecento e ai numerosi dilemmi della contemporaneità. Oltre alle mostre spiccherà la seconda edizione di Biennale Democrazia vocata proprio a discutere i presupposti stessi dello Stato. Il metodo sarà quello della partecipazione, che la stessa Biennale, nella sua prima edizione tenutasi lo scorso aprile, ha già ampiamente utilizzato. Per far tutto ciò, il Comitato utilizza per lo pi fondi locali, e sta coinvolgendo numerose aziende private che credono fortemente nell'identità nazionale, radice e prospettiva del loro lavoro. Il Comitato da molto tempo dialoga con la presidenza del Consiglio, con i ministeri della Cultura, dell'Istruzione, del Tesoro e del Turismo per mettere a punto un coordinamento che faccia di Torino un centro condiviso delle celebrazioni. E' un lavoro non facile, in parte perché si fa continua confusione fra il lavoro dell'Unità di missione basata a Roma e dedita alle opere pubbliche (a cui peraltro è stato collegato il cosiddetto Comitato dei Garanti, composto incongruamente non di esperti di opere pubbliche, ma da alte personalità delle istituzioni e della cultura), in parte perché si continua a non capire perché Torino voglia fare tutti questi sforzi per essere il cuore delle manifestazioni. Dai più tale progetto viene forse ritenuto «locale» e non «nazionale», ma si tratta di una visione distorta e - debbo ritenere - non documentata. Peraltro, lo stesso Presidente emerito Ciampi, come Presidente del Comitato dei Garanti ha più volte notato come solo Torino abbia impostato un programma coerente e finanziato, mentre per tutte le altre proposte non ci sono soldi atti a realizzarle. In maniera concreta, tutte le volte che si leggono notizie sul 150, il punto di riferimento è Torino, anche se in via ufficiosa e mai ufficiale; persino le date dei festeggiamenti (17 marzo-20 novembre) sono quelle da noi proposte, sempre citate e mai ratificate. Dal mio punto di vista, credo sia giunto il momento di far di necessità virtù, e come più volte ribadito dai vertici bipartisan del Comitato Italia 150, affidare a Torino l'organizzazione dell'evento. In questi ultimi giorni, sulla base delle polemiche giornalistiche, da molte parti arrivano proposte, progetti, idee; a Torino siamo pronti a prendere in considerazione integrazioni al nostro progetto, ma solo sulla base di un confronto serio. Non credo infatti si possa correre il rischio di proporre a livello nazionale e internazionale qualcosa di frammentato, confuso, inconsistente; e non è solo questione di politica, ma proprio di organizzazione culturale, far convergere in una città precisa un evento come questo.
Torino al centro dei 150 anni di Unità
Il Comitato Italia 150, nato a Torino nel 2007, lavora per promuovere la realizzazione di un programma culturale per il 150 dell'Unità d'Italia. Il Comitato ha studiato casi simili come il Bicentenario degli Stati Uniti e ha lavorato con enti culturali nazionali e locali per costruire un programma culturale e turistico. Il Comitato ha anche chiesto alla Rai di entrare nella sua struttura organizzativa. Per il 2011, il Comitato ha pianificato mostre, eventi e dibattiti in aree ex industriali riqualificate e nella Reggia di Venaria.
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Bene culturale
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