Cisternino Da due anni disputa legale sulla Masseria Termetrio e su Palazzo Lagravinese I privati acquistano due edifici storici. «Ma la città aveva la prelazione» Ministero per i beni culturali e Comune di Cisternino litigano sulla proprietà del patrimonio immobiliare dei padri costituenti Pasquale e Nicola Lagravinese e, nel frattempo, la Masseria Termetrio resta inutilizzata e fatiscente. La disputa legale che dal 2007 vede protagonisti l'ente locale e la Soprintendenza che, secondo l'amministrazione ed il Tar di Lecce, sarebbe colpevole di non aver comunicato al Comune, entro i termini giusti per poter esercitare il diritto di prelazione, i propositi di vendita dei due immobili, la masseria e Palazzo Lagravinese, di proprietà della Congregazione delle suore salesiane dei Sacri Cuori che, a loro volta, li ebbero in dono dalla storica famiglia cistranese. Trattandosi di edifici storici e di enorme rilevanza artistica, perché appartenuti ai fratelli Lagravinese, due figure illustri che furono attivamente impegnate nella costituzione della Repubblica Italiana, il comune brindisino avrebbe avuto assoluta precedenza in caso di vendita degli immobili. Di fatto però, lo stesso comune è venuto a conoscenza della cessione di Masseria Termetrio alla Società immobiliare Puglia di Bari, amministrata da Ettore Zippitelli (figlio dell'esecutore testamentario Franco Zippitelli), quando è stata presentata una richiesta formale per la ristrutturazione dell'immobile. Spettava invece alla Soprintendenza per i beni culturali il compito di comunicare all'ente locale la volontà delle suore di vendere: a quel punto, il comune avrebbe avuto sessanta giorni per decidere se acquistare o meno. Ma nessuna comunicazione ha mai raggiunto la sede di via Principe Amedeo e, alla decorrenza dei termini, la congregazione ha potuto concludere l'affare con la società immobiliare: alle suore sono andati circa 148 mila euro per una proprietà che, oltre alla masseria di 600 metri quadrati, comprende anche una chiesa privata e 10 ettari di terreno boschivo. Attraverso una scrittura privata invece, i beni mobili (quadri e arredi) sono stati venduti alla famiglia Zippitelli. Nel pacchetto di documenti e libri antichi, non sarebbe stato incluso il prezioso carteggio tra Nicola Lagravinese e Gabriele D'Annunzio, del quale fu il medico negli anni successivi alla prima guerra mondiale: secondo la Soprintendenza, tutto il materiale epistolare è stato donato alla biblioteca di Monopoli. Ma l'amministrazione cistranese non è stata a guardare: nel gennaio del 2008, ha presentato ricorso al Tar di Lecce per bloccare l'atto di vendita dalla masseria: il tribunale amministrativo dando ragione al Comune, ha bloccanto l'alienazione dell'immobile. Con una delibera comunale del marzo 2008, l'amministrazione ha inoltre promosso una petizione popolare per chiedere l'intervento della Presidenza della Repubblica. L'ultimo atto giudiziario è atteso ad ottobre, mese in cui si pronuncerà il Consiglio di Stato a cui il Ministero per i beni culturali ha presentato ricorso contro la sentenza del Tar. Nel frattempo, le suore salesiane hanno cambiato parzialmente idea sulla vendita di Palazzo Lagravinese, su cui valuteranno la richiesta di acquisto del Comune; mentre Masseria Termetrio resta abbandonata a se stessa in attesa del Consiglio di Stato. Francesca Cuomo