Inedita - e frenetica - attività agostana al Ministero per i Beni culturali, dove si è appena insediato al posto di Luciano Marchetti (torna alla Protezione civile come vicecommissario di Guido Bertolaso per la ricostruzione de L'Aquila) il nuovo direttore regionale per i Beni culturali e artistici del Lazio Mario Lolli Ghetti : proviene dagli Uffizi e dalla Toscana, dove è stato quasi ininterrottamente dal 1994 (quasi, perché per due anni è stato direttore regionale delle Marche); torna così a Roma sua città Natale. La nomina di Mario Lolli Ghetti, insieme a quella definitivamente formalizzata di Mario Resca come direttore generale per la valorizzazione del Patrimonio culturale, e di Roberto Cecchi al paesaggio completa la fase di riforma del Mibac voluta dal ministro Sandro Bondi. Una riorganizzazione che ha avuto un seguito di nomine a cascata in tutte le sovrintendenze della capitale e del Lazio. Lascia palazzo Venezia Claudio Strinati (andrà al gabinetto del Ministro al Collegio romano, ma alcune indiscrezioni lo danno anche all'Istituto centrale del restauro) e al suo posto arriva come sovrintendente speciale per il Polo museale romano Rossella Vodret (lascia i Beni artistici del lazio): è la curatrice del «Museo diffuso », un progetto pilota mirato alla valorizzazione dei tesori disseminati sul territorio della nostra regione e poco conosciuti che diventeranno fruibili con 6.000 schede per 3.000 edifici di culto. Ai Beni architettonici e paesaggistici del Lazio, nella casella lasciata libera dalla Vodret, si insedia un architetto, Maurizio Galletti : di origine torinese si è laureato a Roma e proviene dall'Abruzzo, dopo essersi occupato di numerosi progetti di restauro come quello della Casina di Raffaello. Il domino prosegue (ma qui sono ancora indiscrezioni) con l'Istituto centrale del Restauro dove la direttrice Caterina Bon Valsassina è andata a Venezia: al suo posto si fa il nome di Claudio Strinati, ma è data in pole position Gisella Capponi , un architetto che si è occupato anche del trasloco dell'Obelisco di Axum. Restano, invece, confermati Federica Galloni ai Beni architettonici e paesaggistici di Roma e Anna Maria Moretti a Beni archeologici del-l'Etruria meridionale,; Donato Tambré all'Archivistica del Lazio e Marina Sapelli Ragni ai Beni archeologici regionali.