Un milione di euro per aiutare le botteghe storiche, che soffrono per la crisi e da tempo sono assediate da grandi marchi, centri commerciali e megastore, a resistere. Il Comune concederà per la prima volta contributi a fondo perduto ai negozi con almeno cinquantanni di attività alle spalle. Lo stanziamento, deciso per il 2009 dallassessore alle Attività produttive Giovanni Terzi con la promessa di ripeterlo anche per il 2010, potrebbe dare ossigeno ai negozi in difficoltà. Palazzo Marino metterà a disposizione una somma di massimo 5mila euro a testa a chi, delle 219 botteghe storiche riconosciute dal Comune, ne farà richiesta attraverso il bando che sarà pubblicato tra settembre e ottobre. Chi la otterrà potrà usarla come meglio crede, magari per farsi un po di pubblicità o per fare qualche lavoro di ristrutturazione, o per pagare laffitto. «Vogliamo contribuire - dice lassessore Terzi - a salvaguardare il ruolo identitario rappresentato dalle botteghe storiche. Bisogna dare loro attenzione e ossigeno per difendere il loro patrimonio di tradizione nel momento in cui ne stanno chiudendo parecchie. Questo sarà il primo passo: lanno prossimo ripeteremo il bando per i contributi». Piccoli negozi, magari senza vetrina, che hanno fatto la storia della città rischiano di scomparire, assediati oltre che da globalizzazione e crisi anche dal cambiamento delle abitudini commerciali. Cartolerie, caffè, negozi di barberia, corniciai, vetrai, tappezzieri e librerie: piccoli anacronismi urbani che testimoniano un tempo in cui le abitudini commerciali erano diverse da oggi. Un tempo in cui non si faceva shopping ma commissioni e compere. Un tempo che sembra lontanissimo ma che in realtà è solo dietro langolo, senza né supermercati, né centri commerciali a cinque piani, ma solo botteghe. Per tutelare il loro patrimonio commerciale e culturale il Comune ha istituito, nel 2006, un "albo delle botteghe storiche". Per vedersi riconosciuto questo rango, e poter esporre la conseguente targa, è necessario dimostrare di avere almeno 50 anni di vita (quando non secoli: lAntica trattoria Bagutto, per esempio, si vanta di risalire al 1284) e di avere conservato, almeno parzialmente, limportante e suggestivo arredamento originale. Benché liscrizione allalbo preveda anche la "tutela merceologica" e la promozione turistica delle botteghe, la crisi si è fatta sentire e molti negozi si sono visti costretti ad abbassare la serranda, spesso soffocati dai debiti. I fondi del Comune non sono gli unici per il settore commercio. I nuovi sussidi arrivano dopo quelli concessi alla fine di maggio per incentivare i piccoli negozi e le piccole realtà produttive a non chiudere nelle due settimane centrali di agosto. Unidea che aveva raccolto lesortazione dellUnione del commercio a «sostenere, nellerogazione dei fondi comunali, in particolare le microimprese, soprattutto se in aree periferiche o in difficoltà».