Pronti i bandi del Comune per assegnare dieci locali fra Prè e la Maddalena Le nuove attività si aggiungono alle altre iniziative nate nel centro storico nellultimo biennio Dieci nuovi negozi per presidiare la frontiera, cinque a Prè e cinque alla Maddalena. Dieci nuove attività che si vanno ad aggiungere alle altre quarantacinque (nuovo mercatino di Shangai, bandi per imprese esistenti a Prè e alla Maddalena, bandi per imprese femminili in centro storico) che sono nate nellultimo biennio e che saranno a disposizione di chi vuole aprire una nuova attività tra pochi giorni. Il superassessore Mario Margini sta limando il testo dei due nuovi bandi per lavvio di attività "nellambito del programma di edilizia sperimentale di Prè e nellarea di Maddalena". Non è che la ciliegina su una torta molto consistente (costata, tra questanno e lo scorso, qualcosa come due milioni di euro) che sta rimettendo in piedi il tessuto economico di due punti fondamentali del Centro storico. E un lavoro oscuro, certosino, fatto di mille tentativi: per dire, sono state ben trentacinque le ipotesi di apertura di un negozio alla Maddalena, ipotesi man mano cadute per svariati motivi. Si tratta di trentacinque imprenditori che hanno lavorato mesi e mesi sullipotesi di inaugurare una nuova attività economica e - pur supportati costantemente dagli uffici comunali - hanno poi deciso di lasciar perdere. Adesso Margini ricomincia da dieci. «In questi due anni - spiega lassessore - abbiamo aiutato otto nuove imprese e 37 già esistenti, con un contributo medio di quarantamila euto. E dato che la legge Bersani prevede una contribuzione massima del settanta per cento abbiamo attivato, tra pubblico e privati, investimenti per almeno tre milioni». Se loperazione del mercatino di Shanghai è terminata bene e la "rioccupazione" di Prè e dei Truogoli di Santa Brigida procede nei tempi previsti, maggiori difficoltà di rilancio arrivano dalla Maddalena che pure - sulla carta - potrebbe essere il polmone commerciale di via Garibaldi. Adesso, sul piatto, il Comune mette un altro milione di euro, tra contributi a fondo perduto e fondi destinati ad abbattere gli interessi dei mutui: in sostanza chi decine di aprire un negozio (o, meglio, una bottega artigiana) nelle zone "di frontiera" ottiene finanziamenti a fondo perduto su arredi e macchinari, paga affitti bassissimi e può accendere mutui a tasso quasi zero. «I tempi di un recupero sono necessariamente lentissimi - spiega Margini - Non si tratta di abbattere dei ruderi e costruire un grattacielo, ma intervenire sulla singola pietra, sul singolo scagno, connettendo vicolo a vicolo, attività ad attività. E un lavoro lentissimo in una realtà mai consolidata, un lavoro difficilissimo e affascinante». Un lavoro, anche, creativo. Nelle prossime settimane inizierà la pubblicizzazione della nuova iniziativa "Le vie del centro storico" che mette assieme la visita di due musei, una guida lungo il percorso e gli sconti nei negozi privati lungo il percorso. Liniziativa - voluta dal Comune, dal Museo del Mare e dallIncubatore dimprese del Centro storico guidato da Roberto Marini - prevede un biglietto integrato per il Galata Museo del Mare e per il Museo delle Culture del Mondo in Castello dAlbertis, che sono allinizio e alla fine del percorso. Un percorso che tocca la Commenda di Prè, la stessa via Prè, i truogoli di Santa Brigida, lascensore di Montegalletto, fino appunto al Castello dAlbertis. Tra le curiosità, la possibilità di scaricare il file in formato MP3 per avere una guida audio lungo il percorso.
LIGURIA - Negozi, lultima frontiera di Tursi
Il Comune di Prè e la Maddalena sta lanciando un nuovo piano per rilanciare il centro storico. I bandi per assegnare dieci nuovi locali sono stati pubblicati, con cinque a Prè e cinque alla Maddalena. Inoltre, il Comune sta lanciando un nuovo mercatino di Shanghai e un'initiativa per sostenere le imprese femminili nel centro storico. Il superassessore Mario Margini sta lavorando per migliorare i bandi e ha già aiutato otto nuove imprese e 37 già esistenti nel centro storico. Il piano prevede investimenti di almeno tre milioni di euro e contributi a fondo perduto per chi vuole aprire un negozio o una bottega artigiana.
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