CAPRI. Un sistema di videosorveglianza, una telecamera sulla roccia che immortali tutto ciò che accade all'ingresso della Grotta Azzurra. La proposta è di Marino Bertocci, comandante dell'ufficio locale marittimo di Capri, alla luce di quanto accaduto due giorni fa. Il capitano di corvetta lancia un appello al ministero dei Beni culturali, massimo responsabile sulla grotta-museo: «Ocorre un sistema di sorveglianza più concreto, servirebbe almeno una telecamera nella Grotta Azzurra. E' un bene museale del resto e tutti i musei sono tutelati». Ieri seconda giornata di stop alle visite, all'esterno della grotta le motovedette della guardia costiera e dei carabinieri impegnate nel monitorare la situazione e nel verificare il rispetto dell'ordinanza. Si attende da un momento all'altro l'esito degli esami dei campioni d'acqua prelevati dai tecnici dell'Arpac nella Grotta Azzurra, la celebre cavità naturale dell'isola di Capri finita al centro dei riflettori dopo la comparsa di una schiuma biancastra accompagnata da cattivi odori che rendevano martedì mattina l'atmosfera irrespirabile e che aveva indotto l'ammiraglio Domenico Picone, comandante della Capitaneria di porto di Napoli, a disporre l'interdizione all'antro. Picone ieri ha replicato seccamente alle critiche ai suo provvedimento venute dalla Regione Campania. «Ognuno fa il suo lavoro secondo ci che ritiene sia il meglio. L'ordinanza è stata emessa per tutelare la salute pubblica: non appena dall'Arpac chiariranno che non c'è alcun problema, il secondo dopo l'interdizione sarà revocata». Nessuna polemica, ma una precisazione sul metodo di lavoro: «Come si fa a dire che c'è una emergenza se non la si accerta? Noi abbiamo avuto delle persone che si sono sentite male, si sono fatte refertare e l'Arpac ha fatto dei rilievi, e non ha ritenuto di rendere pubblici ancora i risultati. Se i tecnici dell'agenzia avessero immediatamente detto che non ravvisavano alcun problema, la Grotta sarebbe accessibile anche oggi». Anche il comandante della Capitaneria di Capri inteiviene sul provvedimento di chiusura e sulle possibili cause dei fenomeno: «Il nostro intento è salvaguardare la vita umana e la sicurezza della navigazione, in presenza di una situazione anomala è stata disposta l'interdizione. Ci sentiamo un pochino soli in questo momento, è necessario lavorare insieme con spirito di leale collaborazione. Sulle cause, escludo categoricamente che abbia contribuito lo scarico abusivo di esercizi commerciali dell'area. Abbiamo due strutture in zona, entrambe perfettamente a norma. Tengo inoltre a precisare che i depuratori dei due Comuni dell'isola funzionano perfettamente. Né ha senso risollevare il recente problema dei depuratori di Cuma, che non toccano in alcun modo la nostra isola». Restano in piedi varie ipotesi sul mistero dell'estate. Come è entrata quella schiuma puzzolente nella grotta diradatasi dopo pochi minuti? Sia il sindaco di Anacapri che i proprietari di ristoranti e stabilimenti della zona hanno escluso perdite o guasti agli impianti di depurazione o al sistema fognario. Si è pensato a un lavaggio-killer di un terrazzo, di un giardino o di una barca. Così come in molti hanno avanzato sospetti di sabotaggi , ipotizzando l'azione di un mitomane o di un destabillzzatore. tUtte piste in piedi. Sull'accaduto indagano i carabinieri della stazione di Anacapri, agli ordini del maresciallo Cristoforo Perilli, insieme alla compagnia di Sorrento, guidata dal capitano Massimo De Bari, in sinergia con la Procura di Napoli. Ieri sono stati ascoltati i tre battellieri che due giorni fa erano stati colti da lieve malore e che avevano fatto ricorso alle cure del Capilupi. Da parte dei militari nessuna ipotesi investigativa viene privilegiata, si lavora a trecentosessanta gradi. Nel frattempo i turisti, in attesa della riapertura della Grotta Azzurra, affollano le spiagge dell'isola. Inutile chiedere come sia l'acqua. «E' pulitissima - rispondono in coro alcuni bagnanti a Gradola - Non attendiamo nessuna analisi, lo sappiamo perfettamente che il mare di Capri non è affatto inquinato».
CAPRI - Telecamere nella Grotta Azzurra
Il 24 agosto, la Grotta Azzurra di Capri è stata chiusa alle visite a causa di una schiuma biancastra e cattivi odori che hanno reso l'atmosfera irrespirabile. L'ammiraglio Domenico Picone, comandante della Capitaneria di porto di Napoli, ha disposto l'interdizione per tutelare la salute pubblica. I tecnici dell'Arpac hanno prelevato campioni d'acqua e stanno indagando sulle cause del fenomeno. Il sindaco di Anacapri e i proprietari di ristoranti e stabilimenti della zona hanno escluso perdite o guasti agli impianti di depurazione o al sistema fognario.
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