LONDRA Secondo l'English Heritage, l'organismo governativo che protegge il patrimonio artistico della Gran Bretagna, un quinto dei ventimila monumenti e dei siti archeologici del Paese sono a rischio. Minacciati sia dall'incuria sia dal vandalismo. Londra, però, costituisce un'eccezione. In realtà gli episodi di teppismo nei confronti delle perle architettoniche della capitale sono molto rari. La cultura tutta british di profondo rispetto ed educazione nei confronti dei beni comuni fa da deterrente. Ma forse, ancora più convincente, è l'uso massiccio delle telecamere a circuito chiuso che riprendono ogni angolo di strade e piazze. Senza contare poi l'imponente presenza delle forze di polizia soprattutto nei luoghi nevralgici della città, quelli sempre affollati dai turisti, come Trafalgar Square, Piccadilly Circus, la cattedrale di St. Paul e l'abbazia di Westminster. Sono piuttosto le residenze storiche e le chiese a rischiare il degrado, prima di tutto per colpa della mancanza di fondi dei municipi. Per esempio la Union Chapel nel quartiere centrale di Islington, un ex teatro a Tottenham, il Sixties Commonwealth Institute a Kensington e la ex centrale elettrica di Battersea.