SASSARI. Per 1700 anni è rimasto nel fondale a pochi metri dalle coste dell'Asinara. Dopo 17 secoli, il carico di una nave romana naufragata durante un viaggio dalla Lusitania, è stato trasferito: i traghetti per l'isola stavano danneggiando il sito archeologico subacqueo. L'operazione degli archeologi è incominciata nella seconda metà di luglio e terminerà alla fine di settembre: sono già stati ricollocati, infatti, migliaia di frammenti, orli e fondi delle anfore. I funzionari della Soprintendenza, incaricati di tutelare il sito, nel corso degli ultimi anni hanno verificato che il traghetto di linea Porto Torres-Asinara causava lo spostamento delle coperture messe a protezione delle anfore e il parziale danneggiamento del sito archeologico, anche a causa della bassa profondità dei reperti, che si trovano a circa 6 metri dalla superficie del mare. L'unica soluzione possibile, per garantire il collegamento con l'Asinara e assicurare la conservazione dei reperti archeologici, era quella di spostare il sito in una zona della cala lontana dalle manovre del traghetto. Il progetto del parco nazionale dell'Asinara e della sede di Sassari della Soprintendenza per i Beni archeologici della Sardegna, è stato chiamato "Operazione Reale", ed è finalizzato alla documentazione, al recupero e alla sistemazione delle migliaia di anfore ritrovate sul fondale marino davanti al molo moderno di Cala Reale all'isola dell'Asinara. Il progetto è finanziato con fondi del ministero dell'Ambiente. Il carico, costituito da anfore contenenti salsa di pesce, il "garum" dei romani, proveniva dalla Lusitania, l'odierno Portogallo, e naufragò a causa delle secche e degli scogli all'ingresso della cala tra la fine del IV secolo e gli inizi del V secolo dopo Cristo. Il deposito archeologico era noto dagli Anni 90 del Novecento ed era stato documentato in quattro successive campagne di scavo subacqueo, l'ultima delle quali nell'estate del 2002, quando si stabilì di lasciarlo per la maggior parte sul fondo marino, per conservare intatte le sue caratteristiche e in vista di progetti di fruizione pubblica. L'Ente Parco ha già progettato un percorso di visita subacqueo, che sarà attrezzato anche per gli utenti diversamente abili. Nella struttura scientifica e tecnica del progetto sono presenti varie professionalità: per il parco nazionale sono impegnati il commissario straordinario, Silvio Vetrano e il direttore, Carlo Forteleoni. Per la Soprintendenza per i beni archeologici la progettista e direttrice dei lavori è Gabriella Gasperetti. Una volta che il trasferimento del sito archeologico sarà completato, potranno riprendere le visite. Guardando dall'alto il deposito di anfore, si riconosce perfettamente la forma della nave romana naufragata 1700 anni fa davanti all'Asinara.
SARDEGNA ASINARA - Trasferito il museo subacqueo
Il sito archeologico subacqueo dell'Asinara, situato a pochi metri dalle coste, è stato danneggiato dai traghetti per l'isola. Per risolvere il problema, gli archeologi hanno iniziato un'operazione per trasferire il carico di una nave romana naufragata 1700 anni fa. Il carico, costituito da anfore contenenti salsa di pesce, proveniva dalla Lusitania e si era naufragato a causa delle secche e degli scogli. L'operazione è stata finanziata con fondi del ministero dell'Ambiente e sarà completata alla fine di settembre. I funzionari della Soprintendenza hanno verificato che il traghetto di linea causava lo spostamento delle coperture e il parziale danneggiamento del sito.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo