Chissà se Garibaldi riuscirà a vedere Milano che festeggia i 150 anni dell'unità d'Italia. Mentre il presidente Napolitano striglia il governo, chiedendo un'accelerata sull'organizzazione delle celebrazioni per il 2011, la statua di largo Cairoli rischia di rimanere impacchettata a tempo indeterminato. Un incastro maligno di complicazioni sta dilatando i tempi del restauro iniziato nel luglio dello scorso anno, e lo spacchettamento dell'eroe dei due mondi mostra già i requisiti per trasformarsi in pomo della discordia a Palazzo Marino, tra il Pdl e la Lega locale che, come quella «federale», non impazzisce all'idea di spendere a piene mani per rinverdire i simboli del Risorgimento. E sopporterebbe volentieri un Garibaldi disarcionato in cambio di qualche panchina. È FERITO, il Garibaldi che svettava davanti al Castello: in una gamba, anzi in tutte e due. Il restauro ha svelato problemi al basamento, che potrebbero essere legati agli ultimi 45 anni di scossoni provocati dai treni della metro rossa che passano sotto la statua ogni pochi minuti. Il cantiere è fermo, il Comune ha nominato un perito e la valutazione tecnica «è in corso», spiega l'assessore all'Arredo, decoro urbano e verde Maurizio Cadeo: «Ci sono segni di cedimento strutturali, fessurazioni che sembrerebbero attribuibili al passaggio della metropolitana. I primi riscontri dovrebbero arrivare in settembre, quando avremo una conferma prenderemo una decisione». Quello che Cadeo garantisce è che il restauro più «approfondito» di cui, eventualmente, avrà bisogno la statua «sarà fatto, se si dimostrerà necessario». Ma chi lo pagherà, visto che l'intervento che avrebbe dovuto concludersi un paio di mesi fa era uno dei dieci affidati alla Impredcost, nell'ambito del «Progetto monumenti Italia» che prevedeva restauri a costo zero per il Comune in cambio di autorizzazioni a vendere spazi pubblicitari sui cantieri? «Le scelte sono due: o l'impresa se ne fa carico, con la stessa formula, oppure ci penserà l'amministrazione». Con la seconda ipotesi in smaccata pole position, visto che il Ministero per i beni e le attività culturali ha messo in revisione la convenzione con la Impredcost. Per Cadeo, «si procederà in ogni caso: sarebbe irrazionale aprire un cantiere e non fare i lavori necessari». Parole che fanno sobbalzare Matteo Salvini, capodelegazione del Carroccio in consiglio comunale, e non di gioia: «Se qualcuno ha fatto male i conti ne risponda lui, ma non si spenda un euro di denaro pubblico. Milano ha altre priorità». Ad esempio? «Solo restando nelle competenze di Cadeo, un elenco lunghissimo di panchine, parchi pubblici e aree gioco per bambini da sistemare. Meglio un'altalena in più che rimettere a cavallo Garibaldi». Ma secondo lei ai milanesi non importa più niente dell'eroe dei due mondi? «Ai milanesi importa che la città sia bella, pulita e ben tenuta, a prescindere che sulla statua ci siano Garibaldi, Sant'Ambrogio o il signor Brambilla. E non tanto in largo Cairoli, ce n'è bisogno soprattutto in periferia». Eppure il suo partito ha ingaggiato una battaglia sul dialetto, sull'inno nazionale... Ci sono simboli e simboli? «Dico solo che, da milanese, mi stanno più a cuore le Cinque giornate. E vorrei che i miei concittadini fossero più riconoscenti a Cattaneo e a chi liberò Milano che all'unità d'Italia. Sarebbe bello si festeggiasse la rinascita di Milano».
MILANO Non un centesimo per Garibaldi
Il restauro della statua di Garibaldi a Milano è in sospeso a causa di problemi al basamento, che potrebbero essere legati al passaggio della metropolitana. Il Comune ha nominato un perito e la valutazione tecnica è in corso. Il restauro più approfondito sarà fatto, se necessario, ma non si sa ancora chi lo pagherà. Il Ministero per i beni e le attività culturali ha messo in revisione la convenzione con l'impresa Impredcost, che aveva previsto restauri a costo zero per il Comune. L'assessore all'Arredo, decoro urbano e verde Maurizio Cadeo garantisce che il restauro sarà fatto, ma non si è ancora deciso chi lo pagherà.
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