Giovedì s'insedia Alberti. Mobilitazione per far restare Rinaldi. Non è che Luca Rinaldi, sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici, viene spedito al confine, a Trieste, punto e basta. Per Mantova cambia tutto. Il ministro crea una macro-sovrintendenza che ingerirà 6 province con 660 comuni. Indovinello: sarà governabile? La domanda non è azzardata e neanche ingenua, perché sarebbe in corso un depotenziamento delle sovrintendenze. C'è chi insinua di quelle maggiormente in prima linea sul fronte anti-cementificatorio. Il ministero dei beni culturali retto dal pidiellino Sandro Bondi starebbe praticando una specie di normalizzazione. La strategia è finissima, secondo i critici: non sottrarre potere ai funzionari decentrati, ma conferire loro tanto territorio, troppo patrimonio, infinita strada da percorrere. L'interim, di conseguenza, è arma politica? Lo capiremo non appena architetto succederà ad architetto. Cioè Luca Rinaldi trasferito (allontanato? rimosso?) a Trieste sarà sostituito dal ferrarese Andrea Alberti, già sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici di Verona, Vicenza e Rovigo. Diverrà titolare, immediatamente, anche di Mantova, Cremona e Brescia. DUE REGIONI. La logica del Ministero parrebbe inesplorabile perché, così, Alberti dovrà tutelare, conservare, promuovere il patrimonio immobile (architetture e paesaggi) di 6 province che sono la parte orientale e occidentale di due Regioni diversissime, Lombardia e Veneto. La sovrintenenza - che ha sede a Brescia di qua e a Verona di là - dovrà avere occhi e mani in Valcamonica come a Rosolina Mare, a Felonica come per le ville palladiane, per l'Adamello quanto per la Vallazza del Mincio. La complessità e diversità dei territori sono evidenti, quanto il rischio di una marginalizzazione di Mantova e dei suoi beni ingentissimi e problemi apertissimi. TREVISANI. Da Roma rimbalza anche l'indiscrezione che per Filippo Trevisani, sovrintendente ai beni artistici e storici (il patrimonio mobile) si delineerebbe la pensione nel 2010. L'allarme dovrebbe essere di conseguenza immediato per i politici locali (sindaci, assessori, presidenti e deputati compresi), perché riguarda Palazzo Ducale, e tutta la catena di progetti e relazioni sull'intero territorio. Fiorenza Brioni già ieri si è mobiitata, unendosi alle associazioni ambientaliste e culturali che chiedono al ministro Bondi di revocare il trasferimento di Rinaldi. Sovrintendente da otto anni a Brescia che ha bloccato la lottizzazione Lago Castello e il progetto della nuova Porta Mulina, che ha sostenuto il vincolo delle sponde e delle acque di Mantova. I movimenti pro-Rinaldi sono vari, anche nelle altre province lombarde. A Crema sono in partenza a raffica e.mail di protesta al ministero, precisamente al capo di gabinetto di Bondi e al segretario generale. Ieri siamo riusciti a raggiungere Luca Rinaldi. Come reagisce? Che cosa pensa? Risposta: «Sono in trepidante attesa. Sono l'unico a non sapere dove sarò destinato», ci ha risposto confermando così l'assenza di informazioni dirette (a lui) sul suo futuro. Si sa invece che il successore Alberti sarà domani a Milano per la firma, davanti al direttore regionale Mario Turetta. Alberti, alla prima nomina su Verona-Vicenza-Rovigo, ha lavorato nella sua Ferrara quand'era sovrintendente Carla di Francesco, poi promossa direttore regionale a Milano e quindi trasferita a Bologna. La di Francesco è stata una fondamentale referente per la pianificazione dei vincoli ambientali voluti dalla Brioni nell'ambito del Progetto di Salvatore Settis. BENVENUTO. Cinquantuno anni, milanese residente a Varese, Rinaldi ha un rapporto speciale con Mantova anche in considerazione del fatto che sua moglie, che ha studio professionale a Varese, è professore a contratto di restauro architettonico all'Università di via Scarsellini. Già speciale il benvenuto che sta nelle statistiche della sovrintendenza di Trieste. In quattro anni la città giuliana ha registrato il passaggio di ben nove sovrintendenti. Quasi una squadra di calcio.
LOMBARDIA - Super-sovrintendenza, noi periferici. Il ministero aggrega Mantova, Cremona, Brescia a Verona, Vicenza e Rovigo.
Il ministro dei beni culturali Sandro Bondi ha creato una macro-sovrintendenza che ingerirà 6 province con 660 comuni, tra cui Mantova, Cremona e Brescia. Luca Rinaldi, sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici, sarà trasferito a Trieste. Il suo successore sarà Andrea Alberti, già sovrintendente a Verona, Vicenza e Rovigo. La sovrintendenza di Alberti dovrà tutelare il patrimonio immobile di 6 province diverse, con una complessità e diversità evidenti. I politici locali hanno espresso preoccupazioni per il trasferimento di Rinaldi e per la gestione del patrimonio culturale. I movimenti pro-Rinaldi sono vari e ci sono anche proteste in corso.
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