Vittorio Emanuele, alt al restauro "In Duomo già troppa pubblicità" Niente restauro del monumento a Vittorio Emanuele, in piazza Duomo, almeno fino a quando non finiranno altri cantieri con annesse maxipubblicità. A bloccare, un mese fa e per la seconda volta, la richiesta della Impredcost, la società che gestisce il progetto "Monumenti dItalia", è stata la stessa Soprintendenza ai beni architettonici e al paesaggio. «Sul Palazzo dellArengario cè già il maxischermo su cui scorrono immagini pubblicitarie, si rischiava laffollamento di cartelloni in una piazza che deve mantenere un certo decoro», spiega il soprintendente Alberto Artioli. Perché il problema è che la società - che ha stretto un accordo con il ministero dei Beni culturali - per restaurare senza spese per il Comune questo e altri monumenti utilizza una sorta di "gabbia" coperta di pubblicità. Ma per ora in piazza ci sono troppi megacartelloni: quindi, per la soprintendenza, non se ne possono aggiungere altri. Il monumento di piazza Duomo dovrà comunque aspettare che il ministero decida se rinnovare laccordo-quadro per i lavori di ripulitura alla Impredcost, visti i ricorsi pendenti contro lappalto. I prossimi cantieri, se apriranno, saranno quelli dei monumenti di piazza Missori, Cavour e Duca dAosta. Qui cè una statua in onore dei Caduti della Polizia: non era nellelenco delle dieci opere più rovinate, è stata aggiunta in corsa (vista la vicinanza alla stazione, sembra che la posizione faccia più gola di altre agli sponsor). Gli uffici tecnici del Comune, in ogni caso, stanno definendo le relazioni sui tempi previsti per i lavori: soltanto se la Impredcost dovesse impegnarsi a rispettare queste scadenze potrebbero partire - ormai con un ritardo di mesi - i lavori.
MILANO - Monumenti, la Sovrintendenza dice no alla richiesta della Impredcost
Il monumento a Vittorio Emanuele in piazza Duomo a Milano non subirà un restauro fino a quando non finiranno altri cantieri con annesse pubblicità. La Soprintendenza ai beni architettonici e al paesaggio ha bloccato la richiesta della Impredcost, la società che gestisce il progetto "Monumenti d'Italia", a causa della troppa pubblicità già presente. Il Palazzo dell'Arengario ha già un maxischermo con immagini pubblicitarie, e si rischiava di avere un affollamento di cartelloni in una piazza che deve mantenere un certo decoro. La Impredcost ha un accordo con il ministero dei Beni culturali per restaurare i monumenti senza spese per il Comune, ma per ora non se ne possono aggiungere altri.
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