Capri, i sindaci gridano al complotto Gli stessi battellieri, che in mattinata avevano dato lallarme, avevano poi ripreso, intorno alle 15, ad accompagnare i turisti allinterno del sito. Fino al provvedimento della Capitaneria: prima di poter riaprire va accertata la natura della sostanza che ha invaso la grotta intorno alle 11 di ieri mattina. Tecnici e biologi dellArpac, che hanno eseguito i campionamenti, sono al lavoro. Ma finché non si saprà lesito delle analisi «viene interdetto alla navigazione, alla sosta e a qualsiasi altra attività nautica - si legge nellordinanza - lo specchio acqueo antistante la Grotta Azzurra per un raggio di venti metri dallingresso della stessa» (il documento integrale su www.napoli.repubblica.it). Da un primo riscontro, visivo e olfattivo, sembra che la scia bianca e pungente possa essere cloro concentrato. Solo unipotesi. Di sicuro ci sono leffetto e le reazioni provocate sui battellieri: bruciore degli occhi, difficoltà respiratorie, nausea. Tre di loro, Giuseppe Aversa, Roberto Sposito, Giuseppe Ruggiero, sono stati visitati allospedale Capilupi. Le analisi, tra cui quelle del sangue, non hanno evidenziato intossicazioni. I campioni prelevati in mare dal battello dellAgenzia regionale per la protezione ambientale sono in laboratorio. «Le analisi ci daranno i risultati sullo stato chimico e biologico delle acque», spiega lassessore regionale allAmbiente Walter Ganapini. Oggi o domani si conoscerà lesito. A compiere analisi e rilevamenti sono anche lAsl e un chimico incaricato dal Comune di Anacapri. Il sindaco, Francesco Perrotta, per tutto il giorno si è battuto perché il sito non venisse chiuso: «Stiamo alimentando una psicosi immotivata, lisola non è inquinata, siamo di fronte a una forma di accanimento. Quella schiuma potrebbe essere stata scaricata da uno dei tanti yacht che sostano vicino alla costa». Il sindaco di Capri Ciro Lembo ipotizza un complotto: «Qualcuno ci vuole sabotare, sembra esserci una regia occulta dietro gli ultimi episodi accaduti sullisola. Ora valuteremo quali iniziative assumere a nostra tutela». E sulla provenienza della sostanza irritante: «Potrebbe venire da uno dei locali qui intorno». Se si dovesse trattare effettivamente di cloro lipotesi più plausibile sarebbe quella di una piscina. Intanto sono partite subito le indagini dei carabinieri della stazione di Capri guidata dal comandante Cristoforo Perilli. Per nulla accreditata leventualità di una provenienza esterna della schiuma chimica. I militari indagano sulle strutture vicine alla Grotta Azzurra e solo dopo laccertamento della natura della sostanza potranno cercare di chiudere il cerchio sui responsabili. Nuovo capitolo dunque nellestate nera di Capri. Una settimana fa due dipendenti della ditta Ecology srl erano stati arrestati per aver sversato liquami in mare proprio a pochi metri dalla Grotta. Due giorni dopo il titolare dello storico Bagno Tiberio era stato sorpreso a scaricare al largo una gran quantità di vetro ed era finito ai domiciliari. Dopo la chiusura della Grotta Azzurra immediate sono state le proteste degli ambientalisti. «Sembra che su Capri si sia abbattuta una vera e propria maledizione - osserva Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania - ma è solo una fatalità o un mix di anarchia, degrado e illegalità? In ogni caso siamo di fronte a una nuova profanazione della bellezza di Capri». Lassociazione da anni denuncia abusi di tutti i tipi sullisola blu: dallampliamento di piscine, alberghi, abitazioni alla copertura di terrazzi che diventano vani. Unattività di costruzione continua che mette in ginocchio il territorio. E il mare, dal momento che sono decine le strutture sullisola non allacciate alla rete fognaria. «Chi ha inquinato Capri deve essere accusato per crimini contro lambiente», protesta Ciro Pesacane, presidente del Forum ambientalista. Intanto ieri mattina è iniziato il processo ai due dipendenti della ditta di espurghi che avevano scaricato liquami in mare. È stata accolta la costituzione di parte civile dei Comuni di Capri e Anacapri e della Federalberghi dellisola. I due, ai domiciliari, devono rispondere di smaltimento illecito di rifiuti fognari in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e di deturpamento di bellezze naturali. La prossima udienza è fissata per lotto settembre.
NAPOLI - Grotta Azzurra, la pista degli scarichi di cloro. Lembo: sabotaggio
I sindaci di Capri hanno gridato al complotto dopo che una sostanza irritante ha invaso la Grotta Azzurra, causando problemi ai turisti e ai battellieri. I tecnici e biologi dellArpac stanno eseguendo campionamenti per determinare la natura della sostanza. Il sindaco Francesco Perrotta ha affermato che la scia bianca e pungente potrebbe essere cloro concentrato, ma solo unipotesi. I tre battellieri che hanno subito gli effetti della sostanza sono stati visitati allospedale e le analisi del sangue non hanno evidenziato intossicazioni. Le analisi dei campioni prelevati in mare sono in corso.
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