Il sindaco al lavoro per trovare una copertura per il buco nel bilancio LUCCA. La Fondazione Cassa di risparmio di Lucca (forse) ci ripensa. Farà uno sforzo e cercherà di dare un contributo al Comune per il teatro del Giglio. Potrebbe arrivare anche a stanziare 100-150mila euro, ma non potrà elargire i 450mila euro richiesti a gennaio dall'amministrazione. A dare una certezza finanziaria al Giglio, in definitiva, dovrà essere in primo luogo il Comune, al quale appartiene l'azienda speciale della cultura. La fondazione, poi, potrebbe intervenire a sostegno del Comune (se così deciderà il consiglio di amministrazione), ma non potrà reggere sulle proprie spalle il peso del bilancio del teatro, al pari del ministero dei Beni culturali che ha stanziato un contributo di circa mezzo milione per il Giglio, soprattutto a supporto della lirica. Una soluzione per il teatro, comunque, verrà trovata. Questa almeno pare la conclusione della riunione ristrettissima che si è tenuta ieri mattina alla sede della fondazione Cassa di risparmio: il presidente dell'ente, l'avvocato Giovanni Cattani, il sindaco Mauro Favilla, il presidente del teatro, Aldo Casali, e il direttore della fondazione, Marco Agretti. Tutti intorno allo stesso tavolo per capire come evitare la bancarotta al teatro. Non a caso, il Giglio emana uno stringato comunicato nel quale avverte che «sono in corso tra Comune e Fondazione contatti volti ad addivenire a una soluzione che permetta al teatro di continuare la propria normale attività». Quella stessa «normale attività» che fino a ieri mattina sembrava seriamente a rischio. Non è un'invenzione, infatti, la lettera del 30 luglio, ma protocollata a palazzo Orsetti il 12 agosto, con la quale la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca informava (senza motivare) il Comune di non poter erogare il contributo di 450mila euro richiesto il 29 gennaio per l'attività del Giglio; non è neppure un'invenzione la lettera del 19 agosto con la quale l'assessore alla cultura, Letizia Bandoni, informava il Giglio dell'impossibilità per il Comune di coprire con il proprio bilancio questa cifra. E non è un'invenzione nemmeno l'invito dell'assessore Bandoni al teatro a ridurre i costi o formulare un piano di rientro, proprio per evitare un deficit senza precedenti. Dopo il confronto di ieri mattina, la situazione sembra essersi un po' tranquillizzata, anche se la fondazione non potrà stanziare i 450mila euro sui quali faceva affidamento il teatro. A metterci una pezza potrebbe essere il Comune, trovando (le possibilità sono molte, a cominciare dalla richiesta di un prestito) una cifra simile al contributo negato dalla fondazione. A quel punto, il sindaco dovrebbe riformulare una richiesta di contributo straordinario alla Fondazione Crl e l'ente esaminerebbe la nuova proposta (su basi e importi diversi) all'inizio di settembre, possibilmente con la prima riunione del consiglio di amministrazione. In questo modo, per quanto le soluzioni al momento appaiano ancora fumose, il buco nelle entrate del Giglio dovrebbe essere contenuto. E se il disavanzo ci dovesse essere (anche per i due concerti costati oltre 300mila euro) non supererebbe i 700mila euro come sembrava fino a ieri. Molto dipende dalla finanza creativa di Mauro Favilla. Da quello che il sindaco riuscirà a escogitare e da quanto risulterà convincente la sua nuova richiesta alla fondazione. Dopo di che l'amministrazione comunale non farebbe male a interrogarsi - come reclama il consiglio comunale da mesi - sull'andamento del Giglio e sulle persone dalle quali possono dipendere i problemi che sono emersi negli ultimi mesi.