L'Annunciata a Messina. Ieri l'atteso ritorno della splendida rappresentazione di Antonello che resterà in mostra fino al 22 settembre. L'Annunciata torna nella città di Antonello. E l'inaugurazione di ieri mattina, al museo regionale, ha esaltato questo momento che merita di essere ricordato come uno degli eventi capaci di restituire vitalità all'istituzione museale, nonostante i numerosi problemi. L'opera, considerata ormai l'icona dell'artista, è affiancata dal Polittico di San Gregorio e dalla tavoletta double face (attribuita allo stesso Antonello) raffigurante un monaco in preghiera da una parte e la Maternità dall'altra. Il direttore del Museo, Gioacchino Barbera, nel dare il benvenuto al primo cittadino Giuseppe Buzzanca, all'assessore comunale alle Politiche culturali Giovanni Ardizzone e alla dottoressa Elvira D'Amico (in rappresentanza della Galleria regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis in Palermo, da dove arriva la Vergine antonelliana) ha auspicato che la mostra, in calendario per ora fino al 22 settembre, possa essere momento catalizzatore. Il sindaco Buzzanca ha espresso apprezzamento per l'iniziativa dell'assessore regionale Lino Leanza (assente per impegni sopraggiunti) che ha voluto inserire Messina in questo percorso di valorizzazione delle opere, condividendo la scelta di farle viaggiare e portarle alla fruizione di un pubblico più vasto senza immobilizzarle nella loro postazione fissa. L'occasione è stata propiziata dalla chiusura temporanea per lavori della Galleria Abatellis e del Museo Salinas (da dove è stato preso in prestito dal Museo di Naxos un altro capolavoro, l'ariete di bronzo). Buzzanca ha poi sottolineato come i beni culturali siano un forte elemento di attrazione e la notte bianca (che si ripeterà in febbraio) lo ha dimostrato, se si considera la folla di visitatori che in quell'occasione si è registrata al museo. Ardizzone, promotore di un analogo avvenimento a Taormina, quando fu esposta a Palazzo Corvaja l'Annunciata, e della recente mostra Rubens guarda Caravaggio ha ribadito la volontà di puntare su questo genere di eventi. Poi l'estemporanea declamazione di una poesia su Antonello da parte di Maria Costa. Certo, a guardare l'esposizione complessiva del museo, per quanto ridotta perché molto è già stato trasferito nella parte nuova ma non visitabile, e la ricchezza che in esso è custodita c'è da rimanere stupefatti che un tale patrimonio non sia adeguatamente valorizzato. Si coglie un senso di desolazione, di disamore se rapportato per giunta alla grandiosità delle opere, molte delle quali nei depositi o inaccessibili nella nuova sede museale che, ancora non inaugurata, è vecchia di vent' anni. Una storia antica, proprio da museo che, salvo errori, si può così riassumere: era sindaco Antonio Andò quando si decise un appalto concorso per il teatro Vittorio Emanuele e per il Museo. Al Vittorio Emanuele fu chiamato l'architetto Roberto Calandra che chiese la collaborazione del noto architetto Carlo Scarpa; inversione di compiti per il Museo, dove fu dato incarico a Scarpa che si fece collaborare da Calandra. Con il passaggio di competenze fra Stato e Regione, si decise (piuttosto che mandare a gara quei progetti) di espletare appalti concorsi. Per il museo vinse il consorzio Italter e l'incarico fu affidato all'architetto Fabio Basile che si avvalse della consulenza di Gaspare De Fiore. E già si comprende che gli oneri di progettazione nel frattempo erano raddoppiati, ovviamente a carico del contribuente. Nella commissione giudicatrice era presente il sovrintendente di Catania, Paolo Paolini, allora competente per il Museo di Messina. Il progetto Basile-De Fiore comprendeva anche un'ipotesi di ordinamento e allestimento museale che quando l'edificio fu consegnato al Museo, nell'89-90, non fu più ritenuto congruo dalla direzione che affidò a un suo dirigente, l'arch. Antonio Virgilio, il nuovo allestimento secondo l'ordinamento scientifico voluto dalla direttrice, dottoressa Francesca Campagna. Vent'anni fa! Ma l'infinita tela di Penelope continua: i solai incameravano acqua, i giunti arrugginiti non tenevano; problemi di dilatazione, di impiantistica, norme di sicurezza antincendio carenti, climatizzazione inadeguata, eccetera, eccetera. Siamo già nel secondo millennio. All'architetto Virgilio andato in pensione subentra il collega Gianfranco Anastasio che continua a misurarsi con questi problemi. Non è stata fatta valere la responsabilità decennale d'impresa sulle opere eseguite; è tuttora in corso il cantiere di completamento per il quale è stato chiesto un ulteriore finanziamento di un milione e mezzo circa; ci vuole ancora tempo... e denaro. Anastasio si dice ottimista e ritiene che entro un anno potrà essere agibile. Ma, data la storia, pochi sono pronti a scommettere. Nel '90 infatti sembrava si fosse a un passo dall'apertura. Sono state pure trasferite nella nuova sede numerose opere che nessuno può vedere perché la zona è off limits. Adesso si spera che con le famose risorse europee 2007-2013 arrivino quattrini anche qui. Fermo restando che il nostro caro museo ci è già costato tre, quattro volte tanto e che dopo un quarto di secolo non vede lustro. Altro discorso riguarda il management. Si muovono i passi giusti in direzione di una politica di attrazione, promuovendo (solo per citare maestri di fama mondiale) il valore dei Caravaggio e degli Antonello presenti? Si è mai creato un contatto coi tour operators perché i croceristi in arrivo vengano condotti al museo, visto che spesso sbarcano da grandi navi in cerca di qualcosa da vedere? Esistono cataloghi bi o trilingue da distribuire, già a bordo, prima dell'arrivo; o filmati che possano istruirli su cosa li attende di mirabile? Con tanta ricchezza da mostrare occorre inventarsi qualcosa; non accontentarsi delle sole scolaresche.
MESSINA - Al Museo regionale troppi tesori "nascosti". Vent'anni di attesa per inaugurare la cosiddetta parte nuova, ancor oggi off limits (chissà per quanto).
Ieri è stata inaugurata a Messina la mostra di Antonello, che resterà aperta fino al 22 settembre. L'opera è stata esposta al museo regionale insieme al Polittico di San Gregorio e a una tavoletta attribuita allo stesso artista. Il direttore del museo ha auspicato che la mostra possa essere un momento catalizzatore per la valorizzazione delle opere. Il sindaco Giuseppe Buzzanca ha espresso apprezzamento per l'iniziativa dell'assessore regionale Lino Leanza, che ha voluto farvi viaggiare le opere. La mostra è stata propiziata dalla chiusura temporanea del Museo Salinas e della Galleria Abatellis. L'Annunciata è stata anche declamata in poesia da Maria Costa.
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