In attesa della comunicazione formale del provvedimento, botta e risposta sui motivi della decisione. La notizia dell'imminente trasferimento di Luca Rinaldi, attuale soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici di Brescia, Cremona e Mantova, che dovrebbe assumere analogo incarico a Trieste - anche se sulla destinazione incontri erano ancora in corso ieri al Ministero dei beni culturali - non ha mancato di suscitare immediate reazioni negli ambienti politici cittadini. Se il diretto interessato preferisce al momento non rilasciare dichiarazioni in attesa della comunicazione ufficiale del trasferimento - «domani sarò regolarmente nel mio ufficio - è dalla Loggia, anzitutto, che giungono commenti lusinghieri all'operato dell'architetto Luca Rinaldi. A cominciare dal sindaco Adriano Paroli: «Con il soprintendente Rinaldi c'è stato da subito e da sempre un rapporto di grande stima e rispetto per il suo lavoro e per il modo con cui lo ha condotto. Nel rispetto dei diversi ruoli istituzionali, anche su questioni che hanno visto emergere divergenze, c'è sempre stato un rapporto franco e soprattutto costruttivo. Proprio per questo mi auguro che, qualora fosse confermato il suo trasferimento, che la sua professionalità e la sua competenza possano essere valorizzate con l'assegnazione ad una sede appropriata». Del tutto infondate secondo il primo cittadino le polemiche mosse da chi cerca ragioni recondite al trasferimento, che al contrario si inserirebbe «in una logica di rotazione che prevede il trasferimento dei funzionari ogni 4 o 5 anni», considerato che Rinaldi regge gli uffici di via Gezio Calini da otto. Anche l'assessore all'Urbanistica, Edilizia e Ambiente, Paola Vilardi, non nasconde il rammarico per l'annunciata partenza del soprintendente. «Mi spiacerebbe molto, perché con Rinaldi abbiamo avviato una bella collaborazione su pi fronti. Ci sentiamo costantemente. Ultimamente anche per il progetto della sede unica del Comune: pur essendo destinata a sorgere su un'area non sottoposta a vincoli, ho voluto ugualmente condividere con lui il progetto, per avere un suo parere sulle scelte amministrative immaginate». Riprova della stima riservata al sovrintendente e della fattiva collaborazione avviata tra Palazzo Loggia e Rinaldi. Collaborazione che la stessa Vilardi assicura «cercherò di certo anche col nuovo soprintendente» - l'architetto Andrea Alberti, per il quale quello di Brescia sarà il primo incarico, ndr -. Tra i progetti, che restano sul tavolo, spiccano quelli relativi «al Metrobus, alla già citata sede unica del Comune e alla sistemazione delle antenne della Maddalena». Altrettanto dispiaciuto appare l'assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani: «Stiamo lavorando molto bene, c'è un bel confronto su molte questioni: dalla pensilina di largo Formentone alle caserme. Proprio nei prossimi giorni avrei dovuto incontrare Rinaldi per la stazione Metrobus di via Marconi. Anche a livello personale c'è un ottimo rapporto: sono stato da lui di frequente per valutare il da farsi o i correttivi da apportare eventualmente ai vari progetti. Del resto - prosegue Labolani - Brescia sarà sempre più impegnata sul fronte dei lavori: basti pensare alle caserme e a quanto previsto in Maddalena. Quindi è chiaro come il soprintendente avrà importanza vitale». Perplessità di contro l'assessore rivela «di fronte alla polemica sollevata dagli ambientalisti: credono di essere padroni delle città, mentre va ricordato che le scelte amministrative competono a chi è stato eletto dai cittadini. Pertanto questa polemica mi pare fuori luogo, non c'è nessuna operazione dietro il trasferimento». Il sostegno tributato a Rinaldi appare decisamente bipartisan, visto che anche nelle fila dell'opposizione non mancano espressioni di ferma contrarietà al suo trasferimento. Da Legambiente, anzitutto, che, in una nota parla di decisione «sorprendente» e ribadisce «forte disappunto». Stigmatizzando il fatto che ad «un presidio già scarso di mezzi, uomini e risorse» il ministero sottrae così «anche un serio e stimato funzionario», Legambiente ricorda come Rinaldi «sapeva dire di no ad interventi proposti da Amministrazioni cieche e insensibili o da privati senza scrupoli, ma anche ascoltare tutti - stabilendo rapporti costruttivi con le associazioni ambientaliste - e trovare punti d'incontro validi sui progetti da lui esaminati. Chiediamo al ministro Bondi - si legge da ultimo nella nota - di rivedere la sua decisione». Di parere analogo il consigliere comunale del Pd, Claudio Bragaglio, che punta l'indice anzitutto contro le «modalità con cui si sta verificando il trasferimento» che desta a suo dire «viva preoccupazione. Se la notizia risulterà confermata ci troviamo di fronte a un atto sconsiderato del Governo. E non è da escludere che esso sia stato sollecitato anche localmente». L'impegno di Rinaldi «si è scontrato con logiche speculative in alcune aree di pregio della nostra provincia». Il suo trasferimento verrebbe ad assumere carattere «di una normalizzazione in campo ambientale, tentativo di rimuovere un punto di vista indipendente, autonomo, professionalmente autorevole ed equilibrato di fronte ad alcune operazioni che il centrodestra cerca di attuare anche in città». Al riguardo cita la pensilina di Largo Formentone, il Parco delle cave, l'aumento delle volumetrie edificatorie anche in zone di pregio della città e il parcheggio sotto al Castello. Critiche respinte subito al mittente dal sindaco Paroli, che ricorda tra l'altro come «sulla pensilina abbiamo aperto un bando di progettualità avanzata concepito insieme, sul parcheggio in galleria si è trovato un accordo».