Il condono edilizio è legge dello Stato. Quanti hanno commesso abusi immobiliari, a partire dal 1994, data dell'ultima sanatoria, potranno mettersi in regola entro il 31 luglio: sarà sufficiente presentare domanda al comune e pagare le oblazioni previste dal decreto convertito definitivamente ieri dalla Camera con 221 sì e 157 no. La blindatura predisposta dal governo per la proroga della sanatoria ha funzionato. Passa un provvedimento molto contestato che, grazie al solo effetto annuncio, nel 2003, secondo quanto denunciato da ambientalisti e opposizione, avrebbe provocato la realizzazione di nuove costruzioni illegali, equivalenti ad una centro di quarantamila abitanti. Una «città virtuale», ricordano i Ds, di 40 mila case grande come Agrigento che l'opposizione vorrebbe chiamare, in onore del presidente del Consiglio promotore della legge, Berlusconia, ma che comunque, da oggi, grazie al condono, avrà tutti i crismi della legalità. Uno «scempio annunciato, ingiusto e devastante» per i critici del decreto. Una sanatoria «indispensabile con elementi di novità in termini di tutela dei beni culturali e paesaggistici per gli abusi fatti nelle aree protette e nei siti archeologici» sostiene invece il ministro Urbani e buona parte della stessa maggioranza. L'unico dato certo riguarda però i conti della sanatoria: l'opposizione parla di «clamoroso flop» che non avrebbe consentito di centrare l'obiettivo principale di Tremonti; quello di fare cassa. Il gettito complessivo di mattone selvaggio, alla fine di aprile, sarebbe stato infatti di 380-400 milioni rispetto ai 3,8 miliardi di entrate previste. Il provvedimento consente di presentare le due domande di regolarizzazione ed il pagamento della prima rata fino al 31 luglio: la prima domanda riguarda opere eseguite da terzi su aree di proprietà dello Stato o facenti parte del demanio statale; la seconda attiene, a tutte le domande presentate per la definizione dell'illecito. Non solo. Il provvedimento, in attesa del pronunciamento definitivo della Corte Costituzionale sul conflitto di poteri tra Stato e regioni, proroga anche i termini di pagamento della seconda e terza rata dell'oblazione e degli oneri di concessione spostandoli rispettivamente dal 30 giugno al 30 settembre 2004 e dal 30 settembre al 30 novembre di quest'anno.