Edilizia Il procuratore Ceglie: Comuni troppo inerti Il pm Albano: «E' tornata la legalità» Quando le pale delle ruspe hanno assestato i primi colpi contro l'immobile di via Lucca, le lancette dell'orologio segnavano all'incirca le 7,30. Quei colpi hanno rappresentato l'avvio ufficiale dell'attività di demolizione degli edifici abusivi della provincia condotta direttamente dalla Procura della Repubblica di Santa Maria. In poche ore uno stabile di più di 200 metri quadri distribuiti su tre livelli, che era stato tirato su molti anni fa senza uno straccio di concessione edilizia e senza che nessuno intervenisse per bloccarne la realizzazione, è finito al suolo. I materiali di risulta sono stati differenziati e in gran parte avviati verso il ciclo di recupero. Sull'area di sedime, invece, confiscata ai proprietari che non avevano ottemperato alla precedente ingiunzione di abbattimento, nei prossimi giorni verranno piantumati degli alberi: «Al posto del cemento e dell'edificio abusivo spiega il procuratore aggiunto Paolo Albano nascerà un simbolico spazio verde a benefizio della collettività. Sarà un segnale eloquente del ritorno della legalità dello stato di diritto in una terra di frontiera che si è conquistata negli anni una fama sinistra per l'altissima densità criminale». Il sostituto Donato Ceglie, che coordina la neocostituita sezione della Procura deputata al contrasto dei reati contro l'ambiente, punta l'indice nei confronti dell'inerzia e l'inefficienza dei Comuni: «Se il fenomeno dell'abusivismo in questi anni ha raggiunto una dimensione così rilevante dice la responsabilità va ascritta soprattutto agli enti locali, che nel corso degli anni hanno praticamente abdicato al loro ruolo istituzionale di controllo del territorio, nonché di indirizzo e tutela dell'assetto urbanistico. Il fatto stesso che debba essere la magistratura, e cioè un altro potere dello Stato, ad intervenire per surrogare le inadempienze delle amministrazioni, conclama il loro fallimento. Non è ammissibile che un cittadino possa tirar su un edificio privo di ogni autorizzazione senza essere tempestivamente bloccato; ed è inconcepibile che una volta sanzionato l'abuso, i Comuni non riescano a provvedere alle demolizioni. Ora ne abbiamo in programma circa 5mila per sentenze passate in giudicato e daremo un segnale inequivocabile di inversione di tendenza». Ma la sensazione è che a Marcianise la svolta si cominci già percepire: «Dopo i primi 7 abbattimenti che abbiamo effettuato lo scorso anno col contributo della Regione sottolinea Ceglie e le relative confische delle aree di sedime, è crescente il numero di quelli che scelgono di demolire da soli: hanno capito che non c'è scampo e cercano almeno di limitare i danni».