Guido Guastalla pensa di portarci il proprio centro studi su Modì. «Ma non parliamo di sfratto» LIVORNO. Guido Guastalla rivuole la sua parte di Casa Modigliani. E per farci cosa? Un Centro Studio Amedeo Modigliani da lui presieduto. Due fratelli, ciascuno con una propria idea dell'artista, ciascuno con una metà dell'immobile di via Roma 38. La disputa in casa Guastalla sull'eredità lasciata dal grande artista potrebbe così approdare a una conclusione paradossale: due associazioni che parlano di Amedeo Modigliani nella casa natale dell'artista, una diretta da Giorgio, l'altra presieduta da Guido Guastalla. Un futuro che si potrebbe scongiurare con un accordo tra Giorgio (direttore della casa natale e presidente dell'Associazione Casa Natale Modigliani) e Guido che, invece, è presidente di un'altra associazione: il Centro Studi Amedeo Modigliani. «Ma non parlate di sfratto» dice Guido Guastalla. Che, in questa intervista, spiega perchè reclama la sua parte della casa natale di Modì. Conferma la sua disdetta di affitto all'associazione presieduta da suo fratello Giorgio? «Credo che tra me e il comproprietario della casa ci sia un fraintendimento. Venti anni fa abbiamo comprato la casa natale di Modigliani. Poi, tredici anni fa, mio fratello ha creato l'associazione Casa Natale Amedeo Modigliani. Lui pensava di essere in affitto, io credevo che il nostro fosse un accordo di natura diversa, di 12 anni. Passati questi ho semplicemente richiesto la mia parte di immobile». Così però la Casa, con la sua attività, ha dovuto chiudere le porte... «E' una scelta di mio fratello che, non avendo ancora sgombrato la mia parte di immobile, poteva anche continuare l'attività di visita». Ma cosa ci vuole fare con la sua parte di immobile? «Vorrei utilizzarla come sede della mia associazione. Anche i miei figli sono storici dell'arte e pure io m'interesso da anni di Modigliani. Così ho dato vita all'associazione Centro Studi Modigliani». Quali sono i punti che dividono le associazioni sua e di suo fratello, visto che trattano esattamente dello stesso argomento? «L'idea di mio fratello è, secondo me, quella di dare un'impronta più documentaristica alla Casa. Io vorrei un coinvolgimento maggiore nel mondo del mercato e dell'arte internazionale, esprimendo giudizi, avendo rapporti con le case d'aste e via dicendo». Non trova "strana" l'idea di rendere la casa di Modigliani la sede di due associazioni che parlano sempre di Modigliani? «In effetti un po' lo è. Che dire, speriamo di trovare un accordo. In questo senso sono tranquillamente disponibile, nonostante le idee divergenti. Ci vorrebbe un mediatore». Cosa pensa delle finte teste trovate nel fosso? «Ha ragione il Borzacchini. Di Livorno si parla in tutto il mondo per la burla di Modigliani e allora superato il lutto (sono passati trent'anni) cavalchiamo la tigre. Dimostriamo che anche gli amministratori hanno quel gusto dissacratore per cui i livornesi sono famosi e di cui vanno fieri». Dunque meglio esporle che venderle, come propone il sindaco. «Il problema è che spesso a Livorno le burle piace farle ma non riceverle. La sinistra non accetta di essere presa in giro, non conosce lo humour. Lasci stare il sindaco Cosimi la proposta di vendere tre gatti falsi per un cane vero. E' come dire vi diamo tre Rossignolo per un vero imprenditore. E inoltre le opere sono notificate dalla Sovrintendenza e in più, essendo state acquisite, come sembra al patrimonio del Comune, lo sono ipso facto. Il ciottolo, come si dice dalle nostre parti, ce lo attaccarono allora. Evitiamo che ce lo attacchino di nuovo».
LIVORNO - Casa Modigliani contesa tra fratelli Voglio la mia parte
Guido Guastalla, fratello di Giorgio Guastalla, rivela di voler riportare il Centro Studi Amedeo Modigliani nella casa natale dell'artista a Livorno. Tuttavia, la disputa sull'eredità lasciata da Modigliani potrebbe approdare a una conclusione paradossale: due associazioni che parlano di Amedeo Modigliani nella casa natale dell'artista, una diretta da Giorgio e l'altra presieduta da Guido. Guido reclama la sua parte della casa natale di Modigliani e conferma la sua disdetta di affitto all'associazione presieduta da suo fratello. Egli sostiene che il loro accordo di affitto era di 12 anni e non di affitto, ma di proprietà.
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