Dopo il decreto Corsa a diventare una delle cinque scuole a livello nazionale Polo del restauro, Verona si candida VERONA Nel mondo dei beni culturali lo si aspettava da anni, e finalmente è arrivato. Il tanto atteso decreto che regola una delle professioni più nobili e delicate, in un paese che detiene la più alta percentuale mondiale del patrimonio culturale, quella del restauratore, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 luglio. E la nostra Accademia Cignaroli, che dal 2002 su proposta dell'architetto Arturo Sandrini aveva già istituito una scuola triennale di restauro, ha subito annunciato la sua candidatura a diventare una delle poche (sei) scuole quinquennali abilitate a formare con rilascio di diploma di laurea i nuovi professionisti, oltre a quelle storiche del-l'Istituto Centrale per il Restauro di Roma e dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, nonché quella (privata) di Venaria Reale. L'annuncio ha però suscitato strappi interni al corpo dei soci accademici, alcuni dei quali si sono dimessi. Al centro dello scontento gli storici problemi dell'accademia (mancanza di spazi adeguati e di fondi, aggravati dal taglio di contributi deciso dalla giunta Tosi, insieme alla sospensione dei contributi statali), e l'incarico come consulente, con funzioni di direttore, dato all'ex direttore dell'Accademia di Brera, Fernando De Filippi (vedi accanto). Tra i docenti della scuola, (che vanta, come spiega il suo direttore Massimilano Valdinoci, tutti docenti diplomati all'Icr e all'Opificio) anche il Soprintendente ai Beni Culturali Fabrizio Magani, testimone dell'accordo tra Stato e Regione Veneto per il quale Verona sarà polo di eccellenza per il restauro, cosa che dovrebbe avvenire nella collaborazione tra Soprintendenza, Accademia Cignaroli e Università. I laboratori sono stati realizzati finora con cantieri scuola sul posto, sulla seicentesca porta dei Bombardieri di Cortile del Tribunale o sulle sculture del Cimitero di Verona (a breve anche sulla lapide della tomba di Boccioni). «Il percorso per l'accreditamento è lungo, ci vorrà almeno un anno,- spiega Valdinoci- ma possiamo essere orgogliosi del lavoro svolto in questi anni- sotto la direzione uscente di Diego Arich- che ci ha portato ad avere i requisiti per la candidatura. Abbiamo lavorato in linea con quanto richiesto dal decreto». C.B.