Il nuovo lungomare Un termine per il risarcimento C'è tempo fino al 20 ottobre per la presentazione di una richiesta di risarcimento da parte del governo ai costruttori di Punta Perotti, il complesso edilizio sul lungomare di Bari demolito per far posto a un parco. Una commissione tecnica del governo sta studiando la vicenda ed è stata accordata una proroga con un nuovo termine per avanzare un'offerta formale. Il risarcimento ai costruttori è stato disposto da una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo, e proprio per questa ragione nei giorni scorsi il sindaco di Bari, Michele Emiliano, soffermandosi sul futuro di Parco Perotti, ha dichiarato di essere intenzionato ad attendere prima di dare il via a nuovi interventi. Intanto i costruttori aspettano. «La commissione tecnica - dice Giuseppe Matarrese - ci ha contattato per prendere visione delle nostre richieste: attendiamo una proposta - prosegue - per poi effettuare le valutazioni necessarie. Il fatto Una commissione tecnica contatta i costruttori. Giuseppe Matarrese: «Siamo in attesa» BARI Il governo italiano effettuerà una proposta di risarcimento danni, per la confisca del complesso residenziale Punta Perotti (ritenuta dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, Cedu, un'operazione «in violazione del diritto alla proprietà privata»), entro il 20 ottobre. Questo perché è stata richiesta una proroga di tre mesi. Il tutto dopo un'analisi puntuale di una commissione tecnica che sta analizzando i risvolti economici di una vicenda in piedi da ben 14 anni che ha trovato un punto fermo nella decisione del Cedu resa nota il 20 gennaio scorso. E che ha aperto la strada alla richiesta di un indennizzo corposo. Per i suoli e gli immobili facenti capo a Sud Fondi della famiglia Matarrese, Iema di Quistelli e Mabar di Andidero le società coinvolte hanno chiesto allo Stato un assegno complessivo di 350 milioni (Sud Fondi 274; Iema 14; Mabar 62). «La commissione tecnica - afferma Giuseppe Matarrese, avvocato che segue le vicende del gruppo edile - ci ha contattato per prendere visione delle nostre richieste. Attendiamo una proposta per poi effettuare le valutazioni necessarie». Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha annunciato di aver chiesto un incontro a Palazzo Chigi «per avere certezze sulla destinazione dell'area: lo Stato, infatti, potrebbe anche restituirla ai proprietari ». Una valutazione indispensabile, ha spiegato Emiliano, «per decidere se effettuale il preventivato restyling del Parco» che costerà alle casse comunali 200mila euro. Eppure, l'ipotesi di «ristoro» con abbinamento suoli-contante sembra essere la via preferita per chi ha perso la possibilità di vendere appartamenti e box. Con un mercato contraddistinto da bassi livelli di liquidità finanziaria l'assegnazione di terreni potrebbe anche non essere un affare. In particolare, se le aree non sono provviste di una pronta edificabilità. D'altronde, per Punta Perotti, sembrerebbe quanto mai paradossale modificare nuovamente l'assetto dell'area: dopo aver costruito tre palazzine di tredici piani ciascuna e successivamente aver raso al suolo trecentomila metri cubi di cemento (rimpiazzati da un manto erboso e zona giochi per bambini) sarebbe difficile accettare un panorama di case o uffici. «E' prematuro dare valutazioni sulle soluzioni risarcitorie conclude Matarrese - dato che non abbiamo ancora un piano da analizzare. Attendiamo che il governo proponga un'ipotesi transitoria. Poi si vedrà». Dal punto di vista procedurale, senza un'offerta da parte del governo, potrebbero essere anche i magistrati del Cedu a determinare l'importo del risarcimento. Che avrebbe una validità quasi definitiva. Il tutto a conclusione di una vicenda che di fatto rimane senza responsabili. «Le leggi in materia di confisca in Italia - è scritto nella sentenza di Strasburgo - non erano chiare e quindi non permettevano di prevedere l'eventuale sanzione». Come dire che la costruzione dei manufatti era avvenuta senza colpa: né degli imprenditori, né degli amministratori della cosa pubblica, né dei giudici. E così al termine del contenzioso l'unico a subire il torto sarà il contribuente italiano. Vito Fatiguso