Il bilancio Profondo rosso anche per il salotto dello shopping. Stoppani: Milano non ha ancora un'offerta strutturata In agosto registrata una flessione del 40 per cento. «Colpa anche di crisi e caldo» Ciao, Milano. I turisti non si sono fatti vedere negli alberghi: «Abbiamo un calo delle presenze del 35-40 per cento rispetto allo scorso anno». Non si sono seduti ai tavoli dei ristoranti: «È un agosto sotto tono, deludente, Milano conferma di non avere un'offerta turistica strutturata». E i negozi, le griffe, le boutique del centro, le vetrine della moda di lusso, il salotto dello shopping? «Siamo sotto del 30 per cento». I centri studi di Federalberghi, Epam e Unione del commercio stanno elaborando in questi giorni il bilancio d'agosto. Le prime stime sono da profondo rosso. Pesano, sui conti dell'estate, «le assenze di turisti americani, giapponesi e russi». C'è la crisi, certo. Ma soprattutto «non c'è più l'hub di Malpensa: il ridimensionamento dell'aeroporto ha cancellato la centralità di Milano sulle rotte internazionali». Il risultato: «Una città d'arte periferica, poco valorizzata». Snobbata dai turisti. Pacchetto tutto incluso, soggiorno più biglietti per i musei. Oppure: stanza più concerti e visite guidate. Gli hotel ci hanno provato, «allargando l'offerta e tagliando i prezzi». Ma son sono stati premiati: poche prenotazioni, camere deserte. «Chi l'anno scorso si fermava almeno due giorni, quest'anno s'è fermato una notte sola», racconta Remo Eder, presidente lombardo di Federalberghi: «E poi abbiamo sofferto l'effetto Malpensa. Molti meno stranieri». Doveva essere l'estate della Milano viva d'agosto e lo è stata a metà. Sono rimasti aperti i negozi «ma sono mancati i clienti », osserva il presidente degli esercenti Epam-Unione del commercio, Lino Stoppani: «Bisogna una volta per tutte mettere in rete il sistema della cultura e fare promozione. Milano non riesce ad essere attrattiva». Duomo e Castello, le mostre a Palazzo Reale, tutto esaurito al Cenacolo e visitatori in crescita a Brera. Milano, per chi la sceglie, si ferma qui. Nei caffè della Galleria si vedono facce tirate, deluse. Rossana Galli è presidente dell'associazione il Salotto: «Abbiamo registrato un dimezzamento degl'incassi rispetto all'agosto 2008». Circola una tesi: gli stranieri avrebbero preferito la costa Adriatica, Veneto ed Emilia. «Succede perché Milano non riesce a pubblicizzare i suoi punti forti», sostiene Giorgio Montingelli, delegato al territorio dell'Unione del commercio: «Bisogna organizzarsi meglio. Non c'è coordinamento tra Comune, associazioni, esercenti». Ultimo esempio. A settembre si accavallano il festival musicale MiTo, il Macef in Fiera e la moda donna: «Non sono stati neppure messi in relazione dice Montingelli Ogni volta è così. Poi ci lamentiamo che perdiamo turisti».